fbpx

La cartomantopazzia

Un po’ di tempo fa mi è capitato di fare una stesura telefonica di tarocchi. Per quanto all’inizio fossi un po’ titubante ho cercato di prepararmi psicologicamente al meglio.  Ho fatto leva sulla mia esperienza ventennale e sulla certezza che le mie carte, negli anni, hanno “sbagliato” molto raramente. A volte non parlano affatto ma quando lo fanno dicono il vero.

Purtroppo non ero preparata alla consultante più temuta dai cartomanti: quella che non vuole accettare ciò che i tarocchi hanno da dire! Alcuni argomenti sono difficili da trattare. Se infatti si fosse trattato di un consulto sulla salute ci sarei andata con i piedi di piombo ma si trattava di una semplice domanda sulla sfera sentimentale:

ho incontrato un uomo, cosa pensa di me? –

Facilissimo! O almeno l’ho creduto per i primi 60 secondi. Appena ho riferito di non vedere carte idilliache ma che, addirittura, lui era preso da altri problemi, la risposta della consultante è stata:

 – impossibile! Non è lui, stai “vedendo” un altra persona! –

Va bene. Se lo dici tu. Facciamo un altro giro… ma il risultato non è cambiato e l’interesse di lui non è aumentato. Successivamente, quando le ho spiegato che dopo una disillusione avrebbe avuto un bell’incontro con un altro uomo, ha iniziato a tempestarmi di domande assurde:

 – che idea ti sei fatta di me?

 – che tipo di persona sono?

 – che tipo di persona incontrerò?

 – sarò più innamorata io di lui o lui di me?

 – cosa lo colpirà di me?

Si, e poi? Vuoi anche indirizzo e codice fiscale? E dopo 7 stesure con lo stesso risultato mi ha sbattuto il telefono in faccia dicendomi che non ero una sensitiva. Beh, in effetti, essere cartomante non significa necessariamente essere sensitivi.

ORGOGLIO DI CARTOMANTE

Col mio orgoglio di cartomante ferito ho riflettuto a lungo sulla questione. lavoro quotidianamente con le energie, vedo entità, posso avere delle premonizioni ma, sicuramente, non posso predire il futuro di una sconosciuta al telefono, in due minuti, né psicanalizzarla o sapere quando e chi incontrerà, chi sarà più innamorato dei due o come si dovrà comportare lei, quindi… no, di sicuro non sono quel tipo di sensitiva.

In 25 anni ho letto i tarocchi a tante persone. A volte non ho visto niente di niente mentre altre ho letto cose spiacevoli e dolorose. Ma questa! Questa è stata l’unica esperienza davvero negativa che ha confermato ulteriormente ciò di cui ero già convinta:

LA CARTOMANZIA CREA DIPENDENZA!

Parlo di cartomanzia perchè è il metodo preso in causa in questa occasione ma qualunque sia il mezzo di divinazione utilizzato, rientra nella categoria. Chiariamo un punto! Io sono una cartomante, anzi, uso svariati metodi di divinazione (rune, l’I-Ching, gioco dell’oca, ecc..) quando ne sento il bisogno e il desiderio, ma non mi affido completamente a loro e mi rifiuto di vederli come un oracolo facendomi ossessionare da ciò che potrebbero svelarmi.

I tarocchi possono aiutarci a vedere meglio una situazione, a scoprire qualcosa di cui non siamo a conoscenza, svelarci in anticipo eventuali problemi o colpi di fortuna. Possono consigliarci le possibili scelte ma non potranno mai vedere il nostro futuro in modo preciso e infallibile. È vero che alcuni eventi sembrano apparentemente causati dalle circostanze esterne o da altre persone. E’ vero anche che, spesso, accade proprio ciò che i tarocchi avevano predetto. La realtà però è che le predizioni si basano esclusivamente sui potenziali del momento e che in un attimo tutto può cambiare.

Solo una sbirciatina

La nostra vita è fatta di scelte e della mancanza di esse. Scegliere o meno, agire o restare fermi, innesca inevitabilmente una catena di eventi. I tarocchi possono dare un’occhiatina a ciò che è più probabile che accada basandosi sulle circostanze e sulle scelte manifeste fino a quel momento, ma non possono dirvi che un uomo è innamorato di voi se non lo è!  Date pure una sbirciatina, carpite qualche consiglio utile per migliorare la vostra situazione attuale ma vivete secondo le vostre scelte. Lasciate un po’ di spazio all’elemento sorpresa… permettete alla vita di sorprendervi.

Io adoro dare “consigli” agli amici ma non riesco a gestire chi mi chiede “un giro” per ogni cosa, in ogni momento e per ogni decisione o dubbio. Voi da che parte siete: cartomanti o consultanti? Se sei un cartomante come riesci a gestire i consultanti troppo “esigenti”? E come consultante ti è mai capitato di sentirti travolgere dalla frenesia di sapere, conoscere e prevedere con i tarocchi?

Follow by Email
YouTube
Instagram
LinkedIn
Facebook
Twitter
Follow Me