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18 Marzo 2009, Mercoledì

18 Marzo 2009, Mercoledì

Una vita normale.

Ti senti impotente. Solo. Abbandonato. Non riesci più a dormire. Vedi cose assurde e speri che un esorcismo possa ridarti una vita normale. Quando rientro a casa sono già le 14:00 e sono stravolta. Non faccio un sonno intero da giorni, forse da settimane. Sono in piedi dalle 5:00, mi sono sparata 200 Km senza fermate, ogni cibo mi dà la nausea e ho appena subito un esorcismo. Per oggi dico BASTA! Mentre mi stendo sul letto cerco di riordinare le idee anche se, sinceramente, non so assolutamente come uscire da ‘sta situazione di merda. Non so neanche come abbia fatto ad infilarmici nè se avrei potuto evitarlo. In questi momenti sembra inevitabile collegare i puntini, tirare le somme e valutare ciò che effettivamente hai realizzato nella tua vita.

 

Ho 35 anni e inizio a convincermi di essere un completo fallimento. Quando ero piccola avevo tanti progetti e grandi ideali, mentre ora prego soltanto che il mio materasso smetta di tremare. In fondo, avrei solo bisogno di dormire tranquilla per qualche ora. Facciamo il punto: non ho un uomo che mi ami, il lavoro sta andando a rotoli, i miei parenti mi considerano una pazza visionaria, gli amici si sono allontanati perchè hanno paura di me e non ho nessuno con cui parlare tranne mia sorella e il mio diario. C’è qualcuno su questo pianeta che sappia cosa mi sta succedendo? Sono sola…e disperata.

 

Non si fanno patti per paura

Quando mi sveglio è già buio. Almeno sono svenuta per qualche ora. Mi sento ancora intontita ma quando sento qualcuno sdraiarsi sul letto apro gli occhi immediatamente.

«Nonna! Che ci fai qui?» la mia sorpresa è grande considerato che è morta 13 anni fa. È sdraiata accanto a me, sul fianco sinistro. Ha le mani giunte sotto la guancia, come suo solito, e mi guarda con quei suoi occhioni grigi come se capisse esattamente ciò che sto provando.

«Nonna perchè? È colpa mia tutto questo?» lei mi accarezza la testa come per rassicurarmi ma la sua espressione sembra triste e rassegnata.

«Non si fanno patti per paura»

«Chi ha fatto un patto? Come faccio a sistemare le cose, cosa posso fare?»

«Continua così, con pazienza e costanza, esattamente come hai fatto fin’ora.» Sento un rumore provenire dal soggiorno…è il nonno che spazza il pavimento da quegli schifosissimi serpenti.

 

«Nonna dimmi di più» ma mi sveglio – stavolta davvero – e mi rimane solo la percezione della loro presenza. Non so se essere più contenta o più amareggiata. La nonna è stata criptica come al solito e il nonno non mi ha nemmeno parlato…come al solito. Non si fanno patti per paura. Dio! Non so neanche cosa significhi esattamente. È colpa mia? Ho fatto un patto in un’altra vita? O riguarda lei e qualcuno della famiglia? Poteva almeno dirmi qualcosa di più. Non si fanno patti per paura. Non so cosa pensare. Per ora mi limiterò a seguire le istruzioni dell’esorcista e vediamo cosa succede.

Sono stanca, un po’ spaventata, e un tantino rassegnata. Non so più cosa fare per risolvere la situazione. Mi sento come svuotata. Ora è tardi e non ho voglia di massacrarmi il cervello per cercare una soluzione che non riesco a trovare. Per stasera ho deciso di coccolarmi con una bella cena ipercalorica e distrarmi con un film divertente. Anche se mi è praticamente impossibile distogliere completamente la mente dall’incubo che sto vivendo. Ma non posso fare altro tranne andare avanti un giorno alla volta. Un passo dopo l’altro. Sperando che tutto questo abbia una fine.

Riavrò più una vita normale?

ANIMA: cos’è e a cosa serve

Siete sicuri di sapere cosa sia l’anima? Da dove viene, qual è il suo scopo e come si lega al nostro corpo fisico? Vediamo di chiarire un po’ di cose con questo video.

I fantasmi sono anime intrappolate?

Ecco il primo video del canale youtube IMPRONTA SPIRITUALE. Parla di fantasmi e del perchè restano qui, di cosa siano realmente, di come si manifestino e interagiscano con noi. Il primo video di tre, dedicato al più affascinante dei misteri.

Se il video vi è piaciuto vi invito a condividerlo, a commentarlo o a iscrivervi al mio canale per restare in contatto.

Passaggio alla Quinta Dimensione

Passaggio alla Quinta Dimensione

Cos’è la quinta dimensione? Ultimamente ne sentiamo parlare sempre più spesso ma, sinceramente, non so quanti di noi sappiano esattamente cosa sia. Sempre più persone postano articoli e video in cui descrivono molto dettagliatamente cosa accadrà quando entreremo in questa fatidica e meravigliosa (a detta loro) dimensione. Entreremo…si…ma che significa precisamente?

Essendo coinvolta in prima persona, come operatore energetico, ho cercato di leggere più articoli possibili, guardare video e raccogliere opinioni e punti di vista diversi. Alla fine spero di essere riuscita a scrivere un (ulteriore) articolo che possa permettervi di crearvi un opinione chiara e tutta vostra. Ovviamente ho legato, e in alcuni casi filtrato, le informazioni raccolte, utilizzando la mia esperienza personale.

La definizione di Dimensione

Per cominciare facciamo un passo indietro per comprendere meglio il concetto di DIMENSIONE. La definizione più utilizzata e, a parer mio, più appropriata sembra essere:

“Le dimensioni sono sostanzialmente stati di coscienza, accessibili a coloro che vibrano in risonanza con le frequenze specifiche di ogni dimensione”.

Per capirci, sappiamo ovviamente che tutto è energia e che ognuno di noi emette un campo energetico la cui frequenza viene definita e/o influenzata dalle nostre condizioni psico-fisiche, emozionali e spirituali. Allo stesso modo, anche le dimensioni vibrano ad una specifica frequenza. Sappiamo anche che le vibrazioni energetiche possono comunicare tra loro solo quando le frequenze entrano in risonanza (quando entrano in armonia fra loro). Lo so, sembrano solo paroloni, ma è importante capire il concetto di base: se la mia energia personale vibra in armonia con la frequenza della terza dimensione, sarà difficile che io possa percepire – e impossibile che possa vedere – una realtà diversa da quella definita, appunto, dalla terza dimensione.

Ora, aggiungiamo un’altra definizione, più facile da comprendere, come quella matematica:

“Dimensione – dal latino dimensio – significa misura. Le dimensioni di un oggetto diventano le misure che ne definiscono la forma”.

Per applicarla alle “dimensioni fisiche”, larghezza e altezza (due misure) danno forma a una realtà bidimensionale; aggiungendo la profondità (terza misura) si crea la realtà tridimensionale; con l’ulteriore aggiunta del tempo (quarta misura) diventa quadridimensionale…e così via. Quindi possiamo semplificare all’estremo dicendo che una dimensione rappresenta una realtà definita da specifiche caratteristiche (misure spazio-temporali) e che vibra a frequenze altrettanto specifiche.

La percezione delle Dimensioni

Sento spesso l’espressione stiamo entrando nella 5° dimensione e ai “non addetti ai lavori” può creare ulteriore confusione. Entrando si, ma non è che la quinta dimensione è in cammino verso di noi o sta per aprirci una porticina magica per farci entrare! Le dimensioni non cambiano e non si muovono, sono sempre tutte lì,  esattamente dove sono sempre state. A cambiare siamo noi, e con noi, cambia la nostra percezione della realtà.

Come ho già detto, le dimensioni vibrano ad una specifica frequenza creando, di conseguenza, una specifica realtà visibile da coloro che sono in risonanza con le medesime frequenze. Poniamo l’esempio di un essere bidimensionale: vibrando ad una frequenza in risonanza con le vibrazioni di una realtà a due dimensioni (due misure: larghezza e altezza), non riuscirebbe a vedere la profondità degli oggetti, di conseguenza, non potrebbe percepire la terza dimensione. Per farvi capire ancora meglio vi consiglio spassionatamente di leggere questo fantastico articolo – trovato nel web di recente – che può illuminarvi sulla percezione della realtà.

 http://www.lincantodeltempo.com/oggi-vi-insegno-a-percepire-5-dimensioni

Quante sono le dimensioni?

Bella domanda a cui nessuno può dare risposta. Da molti mesi si parla di entrare nella quinta dimensione, qualcuno azzarda qualche accenno addirittura sulla sesta ma, di fatto, potrebbero essere undici, cento o centomila. Di fatto, non credo che potremo saperlo finchè non saremo in grado di percepirle noi stessi e di farne esperienza personalmente. Per ora preferisco limitarmi a parlare delle poche che, più o meno, conosciamo.

La terza dimensione

ci dona la consapevolezza del mondo fisico, materiale. E’ la dimensione in cui abbiamo bivaccato per secoli (e molti ci bivaccano tutt’ora) e in cui il principio energetico della dualità (bianco/nero, giusto/sbagliato, bene/male, si/no, bello/brutto) fa da padrone. E’ la dimensione che ci permette di avere una percezione condizionata da numerose regole, convinzioni e vincoli limitanti. I confini di ciò che crediamo di poter fare sono molto rigidi. E’ come vivere in una scatola: oltre le sue pareti non si può andare e, ancora peggio, non ci proviamo nemmeno perchè siamo convinti che oltre ci sia il male, qualcosa di assolutamente spaventoso e sbagliato o che ci sia addirittura il nulla. E’ una dimensione fortemente condizionata dalla paura e dai blocchi che questa ci crea.

In assenza della quarta misura, il tempo, appunto, viene percepito come lineare:  PASSATO → PRESENTE → FUTURO. L’uomo è influenzato costantemente dal passato e vive nella paura del futuro. La vita nella nostra scatola tridimensionale si svolge, per lo più, in forma passiva. Incolpiamo gli altri per i nostri errori e insuccessi e restiamo in balia degli eventi esterni, scegliendo la REAZIONE invece dell’AZIONE. Non riusciamo a vedere le scelte che potremmo fare, nè i potenziali a nostra disposizione, e preferiamo (per comodo e ignoranza) vivere nel dramma rifiutando di accettare la responsabilità di un esistenza vissuta da regista piuttosto che da attore passivo.

La quarta dimensione

ci dona la consapevolezza dei sentimenti e dei pensieri individuali. Non che nella dimensione precedente non avessimo nè sentimenti nè pensieri, ma questa ci permette di porvi più attenzione: la nostra attenzione, il nostro ascolto, si rivolge anche all’interno di noi stessi invece che esclusivamente all’esterno. Se la terza dimensione è definita dal possesso in ogni sua forma, dagli istinti più oscuri, da confini ben definiti e muri di separazione, nonchè dal controllo tramite la paura, la quarta dimensione ci regala la possibilità del cambiamento e del risveglio spirituale. L’aumento della consapevolezza personale, della conoscenza e l’espansione della coscienza, attenuano la “paura” (in alcuni casi la abbandoniamo definitivamente) e ci permettono di comprendere che le diverse forme di materia che ci circondano, sono semplicemente le diverse manifestazioni dell’energia.

La quarta dimensione ci sprona ad accettare che la nostra vita dipenda esclusivamente da noi e che ne siamo completamente responsabili. Chi sceglie di risvegliarsi acquista una percezione più olistica di se stesso e del mondo intero. Intraprende un percorso di crescita personale e pone molta più attenzione al riequilibrio psico-fisico-emozionale e spirituale. E’ la dimensione del riconoscimento di sè.

Con l’aggiunta della quarta misura, il tempo si percepisce come un cerchio (non più come una linea retta) nel senso di ciclicità degli eventi. Ciò che è stato può tornare e attraverso i cambiamenti che apporto al mio presente, posso modificare gli errori del passato per migliorare il futuro. Se nella terza dimensione viviamo in costante stato di sopravvivenza (reagendo istintivamente agli eventi esterni), nella quarta ci poniamo al centro del cerchio – al centro della nostra esistenza – per cercare di creare le condizioni esterne in base alla nostra energia, percezione e consapevolezza. Impariamo ad essere i REGISTI.

La quinta dimensione

ci dona la consapevolezza del “tutto è uno”. Dopo aver capito che tutto è energia, compreso l’essere umano. possiamo capire anche come tutto sia collegato a…tutto. Come ogni cosa dell’Universo sia semplicemente un espressione, una manifestazione un riflesso, di un unica fonte energetica creatrice. Nessuno di noi è realmente solo (anche se ci si sente) ma tutto fa indissolubilmente parte del tutto. Dovrebbe essere la dimensione della comunicazione, dell’apertura, della liberazione da ogni forma di controllo e condizionamento limitante, e da ogni prigione.

La percezione del tempo cambia ulteriormente e da circolare diventa istantanea. Nella quarta dimensione iniziamo a intuire il significato di CO-CREAZIONE e cerchiamo (ci proviamo) di cambiare la nostra realtà ma, siamo anche costretti ad attendere i tempi giusti per ogni manifestazione (sincronicità degli eventi). Ora, invece, siamo consapevoli di poter co-creare ricevendo una risposta energetica immediata. Le vibrazioni cambiano e la coscienza si espande. Ci si evolve muovendosi nella direzione del benessere collettivo.

Una questione di percezione

 Un periodo di transizione

Ho sentito dire che ci troviamo in un vero e proprio periodo di transizione, un momento di passaggio fra una dimensione e l’altra e che per alcuni, il cambiamento energetico, sarà percepibile solo nei prossimi due o tre anni (e questo ci può stare). Ma, ragazzi, non è che saltiamo di dimensione in dimensione come le api sui fiori! Se avete letto l’articolo di Niccolò Gennari (link qualche paragrafo più su ⇑), avrete già capito che, le dimensioni, non sono separate, ma coesistono nello stesso spazio. Come ho già detto, cambia solo la nostra capacità di percepirle.

La prima definizione descrive la dimensione come uno stato di coscienza, infatti, è solo con l’espansione della nostra coscienza che possiamo sperare di accedere a realtà fin’ora celate.

Da una dimensione all’altra

Immaginiamo di vivere belli tranquilli nella materialità della terza dimensione. Una mattina come le altre ci svegliamo e, per qualche inspiegabile motivo, ci sentiamo diversi e insoddisfatti, nonostante la vita ci sorrida. Qualcosa dentro di noi è cambiato e iniziamo a porci svariate domande: perchè mi sento così insoddisfatto? perchè non sono felice nonostante abbia tutto? sono un ingrato, c’è qualcosa che non va in me? perchè nessuno capisce come mi sento? chi sono io? qual’è il mio vero scopo? E da un giorno all’altro intuiamo che, forse, oltre ciò che percepiamo razionalmente, ci può essere dell’altro…ci può essere molto di più.

Qui inizia la ricerca, la crescita, l’espansione della coscienza dalla terza alla quarta dimensione. Le pareti della nostra scatola 3D ci tengono illusoriamente al sicuro ma ci rendono anche insofferenti e confusi. Ci sentiamo soffocare, ci sentiamo stretti, anzi, co-stretti. Pur di liberarci, pur di abbattere quelle pareti senza finestre, accettiamo di affrontare la paura dell’ignoto e proseguiamo il nostro cammino alla ricerca di risposte. Iniziamo a risvegliarci e ci ritroviamo in quarta dimensione.

Ora sono cavolacci amari!

A parer mio, la quarta dimensione è la vera tappa di transizione fra due manifestazioni di realtà nettamente diverse. E’ qui che si svolge la vera battaglia contro tutti i condizionamenti (sociali, culturali, familiari…), il karma e le paure. E’ qui che iniziamo a sgretolare i muri che condizionano la nostra percezione della realtà (creati da traumi presenti e passati).

Questa dimensione è il campo di battaglia tra la vecchia e la nuova energia. E’ il momento più faticoso, può essere scoraggiante e, molto spesso, ci sentiamo soli, abbandonati, incompresi. E’ il momento della libera scelta: lasciare la riva della terza dimensione (buia, stretta, con scarse possibilità ma che conosciamo abbastanza bene) per attraversare il fiume (quarta dimensione). Alcuni entreranno in acqua, con coraggio, tra rapide e mulinelli, forti correnti e sassi scivolosi. Altri cercheranno un passaggio, una corda a cui aggrapparsi o costruiranno un ponte. Qualcuno cadrà in acqua per poi tornare faticosamente a riva (della terza dimensione) e ricominciare la traversata o perdendosi nella quarta dimensione credendo di aver raggiunto la meta. Tutto questo per arrivare sull’altra riva, la quinta dimensione, una terra sconosciuta ma che promette infinite conoscenze e possibilità…sembra davvero lo spot della terra promessa!  undecided

E’ faticoso, lo ammetto, e non è per tutti. La maggior parte di noi non è ancora pronta per affrontare tutto questo e, quando si inizia il cammino, per quanto impervio possa essere, non si può più tornare indietro. Ma nel momento in cui si abbattono le pareti della scatola, ci troviamo ad osservare spazi immensi e meravigliosi, percependo nuove possibilità. Il rischio di perdersi è altissimo ma vale la pena iniziare il cammino sapendo che tutte le strade ci riporteranno a casa, permettendoci di ritrovare noi stessi…in fondo, tutto questo fa parte del viaggio.

 La terza dimensione si è chiusa

Ho sentito dire anche questa. Vabbeh! Ragioniamo un attimo. C’è chi racconta che, per alcuni mesi, la terza e la quarta dimensione hanno, come dire, “convissuto”, “coabitato” nella stessa scatola. Ora, però, la terza dimensione si è come “tolta di mezzo”. Puff. E con lei sono sparite anche le energie legate al karma. Puff. E dove mai saranno andate? Se tutte le dimensioni esistono contemporaneamente condividendo il medisimo spazio, come fa una di loro a scomparire magicamente? NON PUO’. La maggior parte della popolazione mondiale vive quotidianamente in risonanza con le vibrazioni della terza dimensione. Così come ci sono persone – e ci sono sempre state – che vibrano a frequenze più alte e possono percepire, e interagire, con altre dimensioni. E se una dimensione dovesse scomparire cosa succederebbe a tutte le persone che vibrano alla sua stessa frequenza? Sparirebbero? Se la loro realtà sparisse, vivrebbero in mezzo al…nulla?

Siamo seri, su!

Solo 1/3 della popolazione potrà entrare nella quinta dimensione

Ora si passa dalla perplessità al toccare proprio il fondo! A Ottobre 2019 siamo circa 7,7 miliardi di persone – sulla terra – questo significa che 1/3 della popolazione corrisponde a poco più di 2,5 miliardi. Ora, secondo voi, possono esserci così tante persone evolute e consapevoli, al punto da vibrare alle frequenze della quinta dimensione? Pensateci. Si parla di 1 persona su 3. Pensate alle persone che incontrate tutti i giorni, i vostri familiari, gli amici, i conoscenti, i colleghi di lavoro…1 su 3 che abbia coscienza di sè e di ciò che sta accadendo. Vi risulta possibile? Perchè a me no, sono sincera.

Chi non è energeticamente “pronto” sta già subendo serie conseguenze

Conseguenze? Ora il fondo lo stiamo addirittura scavando. Sembra che questa meravigliosa quinta dimensione arrivi solo per pochi (beh, non tanto pochi) privilegiati, e faccia “entrare” un elitè selezionata, persone speciali e pronte per chissà quale viaggio. Fa tanto il giorno del giudizio, vi pare? E tutte le altre? laughing Tutte le altre saranno giudicate e subiranno indicibili sofferenze.

No, scherzi a parte, c’è chi veramente sta dicendo che, in questo momento di transizione, dobbiamo essere preparati agli scontri con l’energia più bassa della terza dimensione (che novità!). Che incontreremo tanta gente arrabbiata, sofferente, a disagio e malata (non ho alcun dubbio). Che dobbiamo resistere, vivere sereni, tenere alte le nostre energie e smettere di inseguire il benessere materiale e bla bla bla… Svegliaaa! E ve lo dico con tutto il cuore, io sono un operatrice olistica, lavoro con le energie, insegno a gestirle ma, cazzarola, affitto, bollette, tasse, cibo, vestiti, materiale didattico, il veterinario del mio cane e si, concedetemi anche una pizza fuori ogni tanto, non me le paga mica l’ angelo custode!!!

E’ stata dura ma siamo arrivati alla fine

Sinceramente non ho abbastanza informazioni per dirvi se e quando “entreremo” in quinta dimensione. Posso solo dirvi, perchè posso constatarlo personalmente giorno dopo giorno, che ci sono cambiamenti a livello energetico, nelle persone e nel pianeta, che si “adatta” automaticamente alle frequenze della nostra coscienza collettiva . La battaglia non è certo finita – lo dimostra palesemente tutto lo schifo che affiora ogni giorno in ogni ambito della nostra vita (sociale, politico, economico, ecc..) – ma le soluzioni diventeranno più facili e immediate. Sempre più persone si stanno “svegliando” mostrando più interesse verso la propria crescita interiore, espandendo di conseguenza la loro coscienza e vibrando a frequenze più elevate.

Posso anche dirvi che a fine 2020 ci sarà un movimento astrologico che aiuterà il pianeta ad effettuare questa espansione di coscienza.

Congiunzione Giove ∗ Saturno

[…] Giove e Saturno si congiungono ogni 20 anni, dando vita a quella che si chiama “piccola congiunzione”. Le piccole congiunzioni avvengono in segni dello stesso elemento per 12 volte nell’arco di 240 anni. Poi, la sequenza si conclude e se ne apre una nuova nell’elemento seguente. Ed è esattamente ciò che accadrà alla fine del 2020. Dopo una lunga serie di congiunzioni nei segni di terra – iniziata nel 1782 – i due pianeti passano ai segni d’aria, dove continueranno a congiungersi fino al 2260. […]

– Simon & The Stars –

Quindi si passerà dall’ elemento della materia, della stabilità, del possesso e dell’accumulo, all’ elemento del pensiero, dell’assenza di confini, del movimento e del cambiamento.

Posso dirvi – anche se in questo caso sono di parte – che sta diventando necessario abbandonare un po’ delle stronzate del mondo esterno e iniziare a volgere la nostra attenzione all’interno di noi stessi. Il senso di disagio sta aumentando, soprattutto nei giovani. In molti ci sentiamo inadeguati e fatichiamo a trovare il nostro posto nel mondo. Avvertiamo l’urgenza di trovare risposte ben precise, di sciogliere dubbi esistenziali e di capire se la realtà, che ci hanno insegnato a “vedere”, è davvero l’unica possibile.

L’evoluzione spirituale, il riequilibrio energetico personale, ci permettono di “guarire” e di vedere nuove soluzioni in ogni campo della nostra vita, nonchè di gestire meglio un mondo ancora troppo difficile, materiale, violento e troppo spesso ingiusto. Ma questa è solo una parte della realtà che riusciamo a percepire, è solo una dimensione…o due.

La folle corsa alla “conoscenza” spirituale

Detto questo, non lasciatevi coinvolgere, anzi, travolgere dalla folle corsa dei prescelti della quinta dimensione. Non c’è nessun prescelto! Ci siamo solo noi, tutti noi, insieme, sullo stesso pianeta, alla ricerca del vero senso della nostra esistenza…ognuno a modo suo. Ci sono solo persone più evolute e più consapevolie perchè hanno iniziato prima a faticare, a cercare risposte, a lavorare su sè stesse mettendo in dubbio le proprie credenze e le proprie convinzioni.

Non lanciatevi ad occhi chiusi dalla scogliera. Il mare della spiritualità è molto vasto, profondo, a volte pericoloso e, spesso, inquinato da tanta sporcizia. E la scogliera potrebbe essere troppo alta per le vostre capacità iniziali: potreste essere fortunati ma potreste anche farvi male, aggiungendo così ulteriori blocchi energetici invece di scioglierli. Ognuno di noi ha i suoi tempi di crescita. Ognuno di noi deve seguire il percorso più appropriato. Quindi fate un bel respiro, attivate il file del discernimento e iniziate a scartare ciò che per voi non funziona, che non vi risuona, che vi blocca…e, soprattutto, iniziate a risolvere i vostri blocchi (le vostre sofferenze).

L’evoluzione è sempre lì, è un bene a fondo perduto, illimitato e a disposizione di tutti.

Molti non sono pronti a risvegliarsi – almeno non in questa vita – e continueranno la loro recita nel dramma e nella disperazione. Pazienza! Ci penseranno alla prossima reincarnazione! Molti stanno cambiando e, di sicuro, è il momento giusto per iniziare questo tipo di percorso. E se fino ad ora sono stati i “risvegliati” (passatemi il termine, vi prego) a sentirsi diversi, a disagio in un energia meno elevata, adesso l’equazione si sta invertendo. Lentamente.

Vivete ogni giorno al vostro meglio. Lavorate. Guadagnate. Divertitevi. Amate. Siate curiosi. Scegliete. Imparate. Sognate. Affrontate le vostre paure. Guarite. Liberatevi da convinzioni limitanti. Arricchitevi di conoscenza. Aumentate le vostre energie personali. Espandete la vostra coscienza. Sfruttate al meglio questo momento tanto particolare. Guardate verso le stelle ma tenendo i piedi ben piantati a terra…c’è ancora tanto da scoprire. Piano piano.

La quinta dimensione? Sicuramente è già qui, in attesa che tutti impariamo a percepirla, e tutti ci riusciremo. Insieme.

Lo scopo e il significato della vita – Amadeus Voldben

Lo scopo e il significato della vita – Amadeus Voldben

 Lo scopo e il significato della vita – Perchè si nasce. perchè si vive, perchè si soffre, perchè si muore. Autore AMADEUS VOLDBEN. Edizioni Mediterranne – Roma. Ristampa del 2001.

Spesso mi viene chiesto quale possa essere il libro giusto per iniziare un percorso di ricerca. Ora potrei rispondere: lo scopo e il significato della vita. Il libro è un po’ vecchiotto – la prima edizione risale al 1988 – ma è ben scritto e ritengo possa essere un buon punto di partenza. Nonostante la sua età, è sobrio, lineare, e regala molti spunti di riflessione, utili a chi sta iniziando a porsi le prime domande sul senso della propria esistenza.

La scrittura

L’autore vuole portare il lettore a concepire la vita sul pianeta come appartenente a un piano molto più grande, e organizzato fin nei minimi dettagli. Espone le sue argomentazioni in modo esaustivo e abbastanza semplice, facilitandone la lettura e la comprensione. Alcuni passaggi, purtroppo, risultano un tantino prolissi e ripetitivi, mentre altri, soprattutto se non si ha ancora dimenstichezza con questo tipo di nozioni, contengono concetti un po’ complessi.

Per i paragrafi prolissi non posso farci nulla, ma per i concetti difficili vi consiglio di rileggere il libro dopo qualche mese, se non dopo qualche anno, per cogliere tutte le parti ignorate alla prima lettura. Ricordiamoci sempre che alla verità si arriva per gradi proprio perchè la nostra comprensione spirituale è in linea con il nostro grado di evoluzione. Più si evolve più si possono comprendere concetti e realtà spirituali. Questa è una legge energetica che non si può raggirare.

Gli argomenti

Dal perchè ci risvegliamo – oppure no – all’inizio della nostra ricerca, Amadeus Voldben ci espone le nozioni base necessarie accompagnandoci verso la linea di partenza. Una piccola introduzione su come gira il mondo spirituale, per aiutarci ad aprire la mente a nuove ipotesi e a rivalutare, se lo vogliamo, i vecchi schemi. Nonostante questo libro si possa considerare un semplice punto di partenza, contiene molte risposte che voi, ovviamente, siete liberi di accettare o meno. Resta il fatto che vi dona gli input necessari a porvi ulteriori domande, e cercare quindi ulteriori risposte.

Religione, spiritualità, paure, illusioni, sofferenza, malattia, guarigione, sviluppo della coscienza e significato della vita sono alcuni degli argomenti principali intorno a cui ruota l’intero libro.

Lo scopo e il sognificato della vita - indice
Lo scopo e il sognificato della vita - indice
Lo scopo e il sognificato della vita - indice
Lo scopo e il sognificato della vita - indice

Alcune nozioni potrete trovarle in tantissimi altri libri altre, invece, sono degne di nota:

  • una definizione piuttosto chiara su cosa sia l’anima
  • le differenze e i ruoli di anima, corpo fisico, mente e spirito
  • la distinzione tra sapere e conoscenza, ricerca intellettiva e ricerca spirituale, ragione e sentire…

Questi sono alcuni dei punti che non avevo mai trovato in altri testi o, per lo meno, non li avevo mai trovati scritti in modo cosi chiaro e semplice. Ora non mi resta che elencare i PRO e i CONTRO di questo libro.

PRO

  • BUON “PUNTO DI PARTENZA”
  • SCRITTURA CHIARA E GESTIONE LINEARE DEGLI ARGOMENTI
  • ALCUNE NOZIONI (ARGOMENTI) MAI TROVATE IN ALTRI LIBRI
  • HA UN INIZIO E UNA FINE E RACCHIUDE GLI ARGOMENTI BASE PRINCIPALI

 CONTRO

  • PREZZO UN PO’ ALTO PER UN LIBRO COSI’ DATATO (circa € 16,57 in internet)
  • ALCUNI PASSAGGI UN PO’ PROLISSI E RIPETITIVI
  • USA TROPPE CITAZIONI (ma questa è una mia opinione strettamente personale: citazioni e aforismi aiutano il lettore alla comprensione dei concetti, ma quando se ne abusa lo trovo stancante e impersonale)
  • LASCIA IN SOSPESO IL PARAGRAFO SUL “MALE”. Capisco che abbia scitto un libro a parte sull’argomento ma un paragrafo dedicato alle energie negative era quasi d’obbligo, a mio parere.

In conclusione…

E’ un libro concettuale quindi utile a chi sta cercando le prime risposte e a chi vuole la conferma di ciò che ha già intuito. Non è un manuale pratico e non contiene esercizi. Ritengo questo libro ormai vecchietto, degno di essere letto e migliore di molti altri testi giovani che parlano a vanvera di new-age e  che descrivono la ricerca spirituale come un viaggio nel paese del trallallà.

Qualcuno di voi l’ha letto? Fatemi sapere se vi è piaciuto e cosa ne pensate.

15 Maggio 2002, Mercoledì

15 Maggio 2002, Mercoledì

I colori dell’aura…

Durante la mia consueta pausa caffè, sono andata al solito bar dall’altra parte della strada, di fronte all’ufficio. Siccome il barista è a letto con l’influenza, in questi giorni c’è solo la moglie Alessandra. Probabilmente è stata la prima volta che ci siamo ritrovate a parlare da sole e devo ammettere di aver fatto la pausa caffè più interessante di sempre. Alessandra riesce a vedere i colori dell’aura e sua madre si occupa di esoterismo da addirittura 30 anni! Non so perchè me l’abbia confessato solo oggi – visto che mi prepara il caffè da mesi – ma è stato bello parlare con lei.

A quanto pare la mia aura vitale è arancione brillante ma, vicino alla testa, vede una luce azzurra. Secondo lei è il colore che indica un livello spirituale piuttosto elevato. Sinceramente io non saprei proprio, devo informarmi sulla questione in modo più dettagliato. Al termine della pausa mi ha detto che il giorno dopo mi avrebbe portato una cosa da leggere. Ci siamo scambiate i numeri di telefono con la promessa di sentirci al di fuori del lavoro. Chissà che non riesca a imparare qualcosa di nuovo e, magari, a fare chiarezza su ciò che mi sta accadendo.

9 Maggio 2002, Giovedì

9 Maggio 2002, Giovedì

Scrittura automatica parte II…

Oggi pomeriggio è accaduto di nuovo: ho avuto delle sensazioni fortissime. L’ufficio in questo periodo sembra essere particolarmente ispirativo. Ci sarà qualcuno davvero? Ma che dico? Certo che c’è qualcuno, non sono l’unica ad avvertire certe presenze ma non capisco perchè debba cercare di comunicare proprio con me! Oggi però è stato diverso: è stato qualcosa di fisico, come se qualcuno mi toccasse i capelli sulla nuca. Ero invasa dai brividi.

Mossa da una botta di coraggio ho provato a scrivere. Dopotutto mi trovavo in ufficio in pieno pomeriggio e con l’impiegata alla scrivania nell’altra stanza… cosa mai poteva accadermi? Ho preso carta e penna e, quando l’ho appoggiata sul foglio, ha iniziato a muoversi. Sentivo formicolare la mano ma la scrittura era debole e tremolante. Con molta lentezza si è formata la prima parola:

messanera

Mi sono letteralmente cagata sotto! Ho bruciato tutto e sono tornata alle mie pratiche cercando di concentrarmi sul lavoro per dimenticare l’accaduto. Ma i brividi non diminuivano e in alcuni momenti mi sentivo come toccare mentre in altri avvertivo dei soffi d’aria sulla pelle. Persino più tardi, a casa, ho continuato a percepire dei formicolii lungo la schiena… anche sotto la doccia.

No, direi che per il momento è meglio abbandonare l’esperimento scrittura automatica perchè proprio non fa per me. Forse ho troppa paura e mantengo le energie basse. Forse tutti quei libri di medium super dotate, che già da bambine parlavano con gli angeli, sono solo montature commerciali. Non lo so, ma se bastano le mie paure, i miei condizionamenti, per comunicare con brutte entità significa che le energie negative sono più forti delle entità di luce?

 

9 Maggio 2002, Giovedì

8 Maggio 2002, Mercoledì

Scrittura automatica parte I…

Oggi pomeriggio mi sono ritrovata da sola in ufficio. Sentivo il rumore del traffico in lontananza, gli uccellini cinguettare allegramente e una tranquillità quasi surreale ha preso il posto del solito caos. Ero lì, tranquilla, seduta alla mia scrivania piena di pratiche da terminare, quando ho avvertito la netta sensazione di non essere più sola. Non so come ma sentivo come se qualcuno volesse comunicare con me. E’ come se fossi stata spinta a scrivere… e così ci ho provato, nonostante le mie paure e le mie riserve.

Pochi istanti dopo, la mia collega – che ha la scrivania in una stanza adiacente – ha iniziato a vedere strane nebbioline e ombre che si muovevano. Ho abbandonato immediatamente la penna e, insieme, abbiamo sparso incenso in ogni angolo dell’ufficio. Quando, un paio d’ore dopo, mio padre è rientrato dall’appuntamento, la prima cosa che ha detto è stata

– c’è qualcuno che cammina nel corridoio -.

undecided opss!!

29 Aprile 2002, Lunedì

29 Aprile 2002, Lunedì

La paura di Manuela…

Ieri sera sono andata a cena da Stefano e Manuela e, siccome sono poco curiosi, hanno voluto parlare di ciò che mi sta accadendo. Ovviamente siamo caduti sull’argomento “fantasmi” e Manu si è spaventata molto. Quando sono tornata a casa, infatti, non ho fatto in tempo ad addormentarmi che mi è venuta a cercare.

Aiuto, ho paura

Sono nella mia vecchia cameretta e sto dormendo nel mio lettino, sul fianco sinistro, con il viso rivolto alla parete. Quando sento una presenza alle mie spalle mi giro e vedo Manuela con gli occhi fissi su di me, in piedi, in mezzo alla stanza.

– Manu, che c’è? –

– Ho freddo, ho paura e non riesco a dormire. –

Cerco di rassicurarla e le cedo il posto nel mio letto.

– Qui sei al sicuro, non può accaderti nulla. Dormi tranquilla. Ti proteggo io. –

Lei si sdraia girandosi sul fianco sinistro e rannicchiando le gambe. Vedendola tranquilla decido di andare a fare una chiacchierata con mia nonna. Quando entro in cucina la vedo di spalle mentre lava i piatti. Indossa un’abito a scacchi blu e verdi – come al solito – il suo preferito quand’era viva. Non parliamo, non riesco neanche a vederle il volto. Resto in silenzio sulla soglia della stanza, a osservarla mentre sbriga le sue faccende… e mi sveglio.

La notte è stata un po’ strana. Ricordo di aver pensato di aiutare Manu ad addormentarsi mandandole luce, per farla sentire serena e protetta. Quando oggi ci siamo sentite mi ha confessato di essersi agitata molto a causa degli argomenti da brivido. Quando è andata a dormire provava una certa apprensione, una sorta di ansia mista a paura. Ma ricorda anche di avermi pensata e di essersi addormentata subito dopo, esattamente nella posizione che le ho descritto di aver visto in sogno.

Riflessione

E’ l’amicizia che unisce noi due ad aver permesso questo contatto? O l’energia permette di avere un legame così potente fra ogni essere vivente, indistintamente? Una cosa è certa, questa è un ulteriore conferma del “basta il pensiero per chiedere aiuto”…e ottenerlo direi!

Beh, sembra che il mondo dei sogni annulli tutte le regole convenzionali dello spazio-tempo, permettendoci di comunicare con chiunque: vicino o lontano, vivo o morto.

8 Aprile 2002, Lunedì

8 Aprile 2002, Lunedì

Un po’ di luce…

Beh, dopo tante notti insonni, incubi ed energie schifose, finalmente un po’ di luce. Stanotte infatti ho sognato la mia camera da letto completamente inondata da una luce bianca. Era talmente abbagliante che l’intera stanza ha perso i suoi colori, tanto da diventare… assolutamente bianca!

Non conosco il significato ma, dopo tante “ombre scure”, mi godo questo piccolo momento di piena e intensa luminosità. Considerata la rarità del momento, mi sembra un sogno degno di nota.

 

2 Aprile 2002, Martedì

2 Aprile 2002, Martedì

Una breve pausa…

Dopo 3 giorni meravigliosi in un Hotel di Riccione, stanotte sono tornata nel mio letto… e gli incubi notturni sono riapparsi immediatamente. Durante la mia mini vacanza pasquale ho fatto appositamente un giro a San Marino per trovare un pezzo di Quarzo Rosa. Mi hanno detto che può aiutare a pulire le energie della stanza, soprattutto durante il sonno, ma stanotte, per me, non ha funzionato granchè.

L’incubo

Sono nel soggiorno di casa mia e un’entità invisibile, e non identificata, mi sballotta con violenza da una parte all’altra della stanza. Non posso vederlo ma percepisco la sua energia e la sua forza. Non provo paura, una parte di me sta vivendo la situazione in modo distaccato, è come se non provassi emozioni al riguardo. Però sono completamente in balia della sua ira, della sua violenza, e non so assolutamente come fermarlo.

Qualunque cosa faccia, so che non può “toccarmi”, non può ferirmi, ma la sua furia cieca mi paralizza. Nella mia mente si forma l’immagine di un omaccione grande, grosso, sfigurato dalla rabbia e che si mostra come una pesante ombra nera. Per qualche motivo sembra adirato con me. E’ la stessa ombra nera del “sogno” con Lucia? O ci sono altre energie che cercano di bloccarmi? Ha senso tutta questa lotta fra le energie che si manifesta notte dopo notte?

24 Marzo 2002, Domenica

24 Marzo 2002, Domenica

La ragazza del bagno: il ritorno…

Stasera, mentre ero in bagno, ho avvertito una presenza alle mie spalle. Mi sono girata e ho visto Lucia – la ragazza del bagno – al fianco di mio nonno. E’ come se l’avesse accompagnata da me per ringraziarmi, per dirmi che ora stava bene. Quindi, forse, laggiù, qualcosa di buono è accaduto veramente.

Ora spero solo di poter riprendere possesso dei miei spazi, di casa mia e, soprattutto, del bagno!

 

19 Marzo 2002, Martedì

19 Marzo 2002, Martedì

La ragazza del bagno…

Sono sempre più convinta che l’entità del bagno sia solo una ragazza bisognosa di aiuto, ma la situazione sta diventando sempre più insostenibile. Mi sento costantemente osservata, pungolata, oppressa… e ho paura a stare in casa da sola persino di giorno, figuriamo di notte! Io e mia sorella abbiamo il terrore di andare persino in bagno. Quando ci resto un po’ più a lungo – per fare la doccia o per truccarmi – a un certo punto sento l’urgenza di uscire, per non dire SCAPPARE. Come si fa a vivere così? E’ casa mia. Un luogo in cui mi sono sempre sentita protetta e al sicuro mentre ora mi rende nervosa, disorientata e spaventata.

Affrontiamo la paura

Ho paura, si, ma questa storia deve finire. Non posso vivere così. Sembro una pazza. Non so come ma mi sento pronta, ho deciso di aiutare la ragazza del bagno. Forse, lei stessa mi aiuterà a farlo. Ieri ho conosciuto un’amica di Monica, Ivonne, e mi ha spiegato che posso aiutare le entità inviandogli semplicemente luce. Non so esattamente come funzioni ma voglio provarci. Sarà sempre meglio che restare in questa situazione di stallo.

Il mattino dopo

Forse sono solo una pazza incosciente o forse mi sono semplicemente lasciata guidare dal mio istinto così, prima di addormentarmi, ho chiesto alla ragazza del bagno in quale modo potessi aiutarla, e durante la notte…

Sono in piedi davanti a una casa enorme, un palazzo d’altri tempi, non è nè giorno nè notte e non sono sola. Saliamo insieme qualche gradino di pietra e varchiamo l’enorme portone di legno. L’interno è completamente buio ma riesco a distinguere i dettagli del palazzo. Siamo in un enorme salone a doppia altezza: sulla sinistra c’è una scalinata che corre lungo la parete e porta a un ballatoio, al piano superiore. Vedo la ringhiera e un numero imprecisato di porte, tutte di legno e tutte chiuse. Mentre mi guardo intorno ho come l’impressione che la casa stia succhiando la mia energia. Non sono spaventata ma neanche tranquilla: sono in uno stato di allerta. Il mio accompagnatore è alla mia destra e si muove con me ad ogni passo. Non riesco a distinguere i suoi lineamenti ma mi fa sentire in pace e al sicuro, sento che posso fidarmi. Lo guardo e gli domando:

– cosa facciamo qui? –

– sei qui per dare energia, per aiutare qualcuno. –

Io ci penso un attimo e per qualche strana ragione comprendo perfettamente cosa vuole dire. Ora so cosa devo fare. Mi guardo intorno un ultima volta, prendo un respiro profondo e col sorriso sulle labbra rispondo:

– sono pronta. –

Una lunga notte

Vado verso il centro del salone, mi fermo e faccio uscire dal mio petto un fascio di luce. E’ come se il tempo si fermasse e, nel dormiveglia, mentre dono questa energia, mi sento come galleggiare a 50 cm dal mio letto. Sento il mio corpo vibrare. Durante la notte mi sveglio diverse volte ma appena richiudo gli occhi mi riaddormento e ripeto ogni gesto dall’entrata nella casa. E’ come se qualcuno volesse interrompere ciò che sto facendo: mi sveglio e mi riaddormento compiendo gli stessi gesti ciclicamente, come in un loop. Vado avanti per un tempo indefinito, fino a quando non sento di aver dato tutta l’energia necessaria. E’ finita ed è ora di tornare a casa.

All’improvviso mi sento addosso un peso enorme e mi ritrovo schiacciata a terra. Pesa immensamente e non riesco ad alzarmi, nè a muovermi e fatico a respirare. Sento la pietra del pavimento contro la mia schiena e un’ombra incredibilmente forte è sdraiata sopra di me: sono in trappola. Cerco di urlare, di chiamare aiuto, ma dalla mia gola non esce alcun suono. E’ come se fossi muta. Poi ricordo le parole di Ivonne “basta il pensiero per chiedere aiuto” e provo a chiamare Monica. Poco dopo, come aiutata da una forza invisibile, riesco a liberarmi, mi alzo in piedi e guardo davanti a me. Resto ipnotizzata da un fascio di luce che scende dall’alto: luminoso, caldo e vivo…

Il risveglio

Torno nel mio letto e mi sveglio verso mattina. Appena apro gli occhi sento un gorgoglio che rimbomba per tutta la stanza, proveniente da un punto imprecisato della casa. Sembra il suono di una vecchia tubatura piena d’aria…oppure il rantolo rabbioso di qualcuno. Ovviamente non può essere reale. Mi riaddormento serenamente.

Ora che sono sveglia sto riflettendo su quanto è successo stanotte. E’ stata un’esperienza troppo vivida per poterla catalogare come semplice sogno ma, col senno di poi, mi rendo conto che potevo cacciarmi in qualcosa di brutto. Ma chi è l’entità che mi ha accompagnata, ogni santa volta, all’interno della casa? Una guida? Un angelo custode? Oggi ho chiamato Monica che mi ha riferito di essere stata svegliata, stanotte, dalla mia voce che la chiamava: che forza! Quindi funziona davvero! Mi ha anche spiegato che, nei sogni, le porte rappresentano passaggi verso altri mondi, altre dimensioni di esistenza, e non sempre sono piacevoli. Quindi è stato un bene che io non sia salita ad esplorare la casa dalle innumerevoli porte, nonostante la mia curiosità. Forse è per questo che avevo una guida? Per accompagnarmi nella casa – alias altra dimensione – attraverso il portone d’ingresso?

L’ombra che mi ha aggredita è un entità pensante o è semplicemente la manifestazione di energia negativa auto-alimentata dalle cose brutte accadute in quel luogo? L’unica cosa che sento di sapere è che sono scesa consapevolmente. Sapevo cosa dovevo fare. In qualche modo, probabilmente, conoscevo anche i rischi e sapevo di non essere sola. Qualcuno segue ogni mio passo, mi protegge e, quando ne ho bisogno corre a salvarmi. Dopo quanto è accaduto stanotte, ora ne ho la certezza, e proseguirò per questa strada. L’unica incognita è: ho davvero aiutato qualcuno laggiù?

 

24 Marzo 2002, Domenica

15 Marzo 2002, Venerdì

L’entità del bagno…

Stanotte, io e mia sorella abbiamo fatto lo stesso “sogno”. Anzi, forse è meglio dire che l’entità del bagno si è presentata a entrambe…in sogno. Mia sorella ricorda molti dettagli mentre io sono invasa da sensazioni che, istintivamente, riconosco come certezze. Abbiamo cercato di ricostruire la “storia” unendo tutti gli elementi a nostra disposizione e, il risultato, si è rivelato piuttosto coerente e convincente.

L’entità si è mostrata come una ragazza molto giovane, forse 16 anni, con lunghi capelli neri, il viso molto pallido e gli occhi decisamente tristi. Sembrava bagnata: i capelli e l’abito erano zuppi d’acqua. Se ne stava lì, davanti a me, dritta e immobile, in mezzo al nulla. E’ strano ma oltre alla sua figura, c’era solo vuoto: come se fosse sospesa in una nebbia fitta e lattiginosa ma assolutamente nitida. E’ difficile da spiegare.

La sua storia

Ha raccontato di essere stata costretta a sposare un uomo molto più anziano di lei. Un ricco signore del castello del suo villaggio. Quando lui si è stancato di lei e dei suoi pianti, se n’è liberato annegandola nel canale che attraversava le segrete del castello. La scena della morte l’abbiamo sognata entrambe ed è stato come vedere un film al cinema. Eravamo lì ma potevamo solo osservare e non è stato molto piacevole.

A quanto pare il suo spirito è ancora intrappolato lì sotto, per questo ha bisogno di aiuto per liberarsi. Si, ma come? Cosa potrei fare io per aiutarla?

Le mie indagini

Mi fido delle mie percezioni ma resto comunque una persona pratica e razionale, perciò ho fatto delle ricerche alla biblioteca del mio comune. Beh, ho avuto la conferma che, nel Medioevo, nel luogo in cui abito ora, c’era effettivamente un castello. Ci troviamo a poche centinaia di metri dal fiume Reno quindi è plausibile che ci siano torrenti sotterranei. E’ noto che Bologna sia piena di canali, visibili e non, e a quei tempi erano addirittura navigabili. C’era anche l’usanza di far sposare ragazzine troppo giovani a signorotti troppo attempati.

Questo quartiere, che ora fa parte dell’area metropolitana di Bologna, fino agli anni ’70 – ’80 ospitava solo campi e contadini, oltre a due torrette in ricordo dell’antico castello. Non so perchè questa entità si sia rivolta proprio a me. Non so neanche perchè sia convinta che io possa aiutarla ma, mentre mi parlava, nei suoi occhi non ho percepito solo tristezza e paura ma anche risolutezza e speranza. Per quanto riguarda la sua storia poi, i conti tornano. Non so ancora cosa farò ma qualcosa verrà fuori. Per ora, per qualche strano motivo, ogni volta che penso a quella ragazza mi appare nella mente il nome Lucia. Sarà davvero il suo nome?

23 Febbraio 2002, Sabato

23 Febbraio 2002, Sabato

Eventi inaspettati…

Questa sera siamo andati a cena a casa di Carlo e Angelica. E’ stata una serata un po’ strana perché mi sono accadute due cose particolari. La prima è che ho conosciuto una ragazza, un’amica dell’Angi, anche lei invitata a cena. La stranezza non è stato conoscere una persona nuova ma avere la netta impressione di averla già conosciuta. La particolare sensazione di familiarità, di unione. Una sensazione forte e, per di più, reciproca. Dicono che ci siano vari frammenti di noi, sparsi per il mondo, e che quando li incontriamo non possiamo fare altro che riconoscerci. Oppure potrebbe essere qualcuno già incontrato in altre vite. Non lo so. Ma entrambe abbiamo provato le stesse identiche emozioni ed entrambe siamo sicure di non esserci già incontrate… almeno non in questa vita.

Il secondo evento è un po’ più sottile. Durante la cena, mentre sedevamo tutti a tavola, ho visto dei bagliori sulle nostre teste. Due lucine. Sembrava che stessero giocando a rincorrersi, in una lenta danza circolare. Durante la serata mi sono apparse per ben due volte e, ovviamente, sono stata l’unica a vederle.

Il ritorno a casa

Sono rientrata a notte fonda e, per non disturbare mia sorella, sono entrata in camera al buio. Mentre camminavo, all’improvviso, si è illuminata la strada fino alla lampada del mio letto. Come una striscia di luce appena percettibile ma sufficiente a guidarmi nel buio della stanza.

Quando mi sono addormentata ho sognato le stesse lucine. Ero ferma a guardare il movimento di questi bagliori. Sapevo cosa stava per accadere, ero consapevole che, da quelle luci bianche, si sarebbe materializzato qualcuno, proprio davanti a me. Poi, la luce ha preso la forma di una donna: mora, capelli lunghi e lisci, sui 35-40 anni, vestita completamente di bianco, tipo una dea greca. Era bellissima e luminosissima. Ed era come se fosse lì solo per me. Mentre mi guardava sembrava trasmettermi un senso di pace. La mattina mi sono svegliata serenissima.

Finalmente è successo qualcosa di carino che non mi ha spaventata a morte!

2 Gennaio 2002, Mercoledì

2 Gennaio 2002, Mercoledì

In cucina…

Parliamo della cucina! Della famosa porta della cucina che la sera non riesco a riaprire! Queste entità che girano per casa mia, ci sono sempre state? E perchè io le vedo solo adesso? Per ora, l’unica cosa di cui sono certa, è che non riesco più nemmeno a godermi un film sul divano. Ogni mattina mia mamma mi sgrida perchè, quando vado a dormire, non riapro la porta che divide la cucina dal soggiorno. Ogni sera, prima di andare a letto, mi ritrovo davanti a quella porta senza riuscire ad aprirla. Se la lascio aperta, mentre guardo la tv sul divano, ogni 3 secondi mi volto per vedere se qualcuno mi sta fissando dal buio della cucina. Se la chiudo, devo decidere se affrontare il mio disagio e la paura, o sorbirmi la tiritera di mia mamma, il mattino dopo. Tra l’altro, qualche sera fa, proprio mia mamma ha visto una sagoma sulla porta che la fissava. Essendo al buio ha pensato fosse mio padre che girava per la cucina ma quando, dopo averlo chiamato, non ha ricevuto risposta, si è alzata per andare a controllare. In cucina non c’era nessuno e mio padre era a letto che russava della grossa. Io sono ancora più agitata mentre lei si comporta come se niente fosse. E’ un po’ difficile confessare le proprie paure a chi non crede mai in niente!

In bagno

Parliamo anche del bagno! La presenza che avverto in bagno da circa un mese, mi sta praticamente ossessionando. Stavolta però non sono l’unica a percepirla. Ogni volta che qualcuno della mia famiglia entra nel bagno, si sente inevitabilmente osservato. Non so chi sia né perchè sia qui ma, ultimamente, mi sento proprio cacciata da casa mia. Ora ho scoperto la differenza fra le paure immaginarie e quelle reali. Le prime svaniscono automaticamente alle prime luci dell’alba, mentre le altre ti terrorizzano anche in pieno giorno. La mattina, mentre mi preparo per andare al lavoro, mi sento quasi minacciata… e non è giusto!

L’altra sera, spinta da non so esattamente cosa, ho tenuto un monologo in bagno. Ho cercato di rassicurare la presenza, comunicandole che l’avrei aiutata con i mezzi a mia disposizione. Poco dopo, in cucina, ho avuto una specie di capogiro. In realtà sentivo la testa galleggiare. Lì per lì non gli ho dato troppo peso ma è accaduto una seconda volta… e una terza. A quel punto mi sono resa conto che non erano capogiri ma qualcuno che mi stava attraversando. Ti senti più leggera, come se mancasse la gravità per un millisecondo, è una sensazione strana ma non sgradevole come quando ti gira davvero la testa. E’ intensa e per un momento ti destabilizza. Dopotutto, forse, l’entità del bagno mi ha ascoltata.

27 Dicembre 2001, Giovedì

27 Dicembre 2001, Giovedì

Premonizioni e conforto…

Mio padre sta male. È stato ricoverato d’urgenza in ospedale e non ci hanno ancore detto nulla. Non so cosa possa avere, a parte un emorragia interna che non sappiamo da cosa sia stata causata. Sono seduta su una scomodissima e piccolissima sedia di ferro della sala d’attesa, e aspetto… certo che aspetto, è per questo che si chiama sala d’attesa. Sono preoccupata ma allo stesso tempo mi sento confortata. Lo so, è strano, ma da quando sono seduta qui è come se qualcuno mi stesse confortando, abbracciandomi e accarezzandomi i capelli. È come se mi sussurrassero all’orecchio “non preoccuparti, andrà tutto bene”.

La prossima volta cercherò di dare più credito ai miei sogni. Ogni volta che sogno qualcuno che sta male, poi, accade veramente! Le presenze che mi creano conforto non mi spaventano, non mi creano disagio. Sono energie diverse? Sono presenze buone? Potrebbe essere addirittura mia nonna Elisa? Spero di scoprirlo. Per ora non mi arrendo e proseguo le mie ricerche.

 

17 Dicembre 2001, Lunedì

17 Dicembre 2001, Lunedì

Percezioni…

Da qualche settimana sembra che le mie percezioni siano notevolmente aumentate, anche se qualcuna è piuttosto inquietante, purtroppo. La più fastidiosa riguarda la costante sensazione di essere osservata, come se avessi sempre qualcuno intorno. Mentre cammino per la strada sento l’esigenza di voltarmi per vedere se qualcuno mi sta davvero fissando o addirittura seguendo. Mi rendo conto che intorno a noi ci sono milioni di entità diverse ma questa, è una sensazione che mi crea molto disagio e non è affatto piacevole.

Sogno?

Stanotte ho sognato mia nonna Elisa, la mamma di mio papà. Mentre veniva derubata cadeva sulle ginocchia, come se le gambe non la reggessero più. Io ero in piedi davanti a lei ad osservare tutta la scena, impotente. Mentre lei mi guardava dritto negli occhi con aria sofferente, come se mi stesse implorando di aiutarla. Mi fissava con i suoi occhioni grigi, limpidi, trasmettendomi tutto il suo dolore. Poi ha abbassato lo sguardo sul pavimento per osservare gli anelli che le stavano scivolando dalle dita delle mani… gli stessi anelli che mi ha regalato prima di morire e che io, ora, porto tutti i giorni.

Dio, che brutto sogno. Che brutta sensazione. Avrà un significato? Deve succedere qualcosa?

Presenze opprimenti

Accidenti! Ma è possibile che io abbia paura di andare in bagno da sola? Merda, ora mi sento osservata anche lì…e ad andare in bagno di notte non non ci penso neanche, piuttosto me la faccio addosso! Sento una presenza costante e opprimente. L’altro giorno, mentre facevo la doccia, ho sentito come se qualcuno mi si fosse appoggiato sulla schiena. Ho avvertito il “peso”, i brividi, il formicolio sulla pelle. Solo quando mi sono arrabbiata e ho detto a voce alta “eh no! nella doccia no! adesso basta”, mi sono sentita come liberata. Ovviamente mi sono spaventata, ma questa per me non è certo una novità. Di questo mondo sconosciuto, per quanto sia curiosa di scoprirlo, mi spaventa praticamente tutto.

Monica

È successa anche una cosa carina, però. Ho conosciuto una ragazza – Monica – che si diletta nei tarocchi e in altre pratiche. Sembra sappia moltissime cose sull’occulto e spero possa insegnarmi qualcosa.

14 Settembre 2001, Venerdì

14 Settembre 2001, Venerdì

2 Settembre 2001, Domenica…

«Lidia stai attenta! Sei proprio sicura di voler fare manovra sul ciglio del burrone?»

«Tranquilla Sorma, non accadrà nie…»

In un attimo le gomme dell’auto scivolano sull’asfalto sabbioso e noi ci avviciniamo pericolosamente allo strapiombo. Se mi aggrappassi al guard-rail forse... in un nanosecondo la mia mente progetta di farmi uscire, dal finestrino aperto, con un balzo felino e farmi aggrappare al guard-rail. Ma l’auto inizia il suo volo nel vuoto ed è tutto troppo veloce. Poi, il tempo rallenta all’improvviso. Vivo ogni secondo della caduta, l’atterraggio dell’auto, il rumore del terriccio che cade sulla lamiera del tetto come se venissimo sepolte dalla terra che frana.

Istintivamente abbraccio Lidia e la tengo stretta a me.

«non preoccuparti, ti proteggo io. Ci sono io con te.»

Cerco di rassicurarla ma, mentre mi concentro sul suono del terriccio che cade, avverto una strana sensazione all’altezza dell’addome. Come se mi stessi sporcando di sangue, caldo, bagnato e appiccicaticcio. La consapevolezza che il sangue non appartiene a me, mi assale quanto la terrificante sensazione che mi si stiano sbriciolando le dita… una ad una. Come se fossero di sabbia. Mi manca l’aria. Mi sento soffocare. E arriva il buio…

Il risveglio

Mi sono svegliata non terrorizzata, di più! Quando ho aperto gli occhi mi sentivo ancora come se mi mancasse l’aria, ed ero così angosciata che ho costretto Gio – il mio ragazzo – a dormire in due nel lettino. Ovviamente ha brontolato un po’ ma era troppo addormentato per mettersi a discutere. Ora sono a casa mia, e mentre aspetto che sia pronta la cena, ne approfitto per scrivere un pochino. Lidia starà bene? Non l’ho chiamata perchè non voglio che mi prenda per pazza. In fondo si è trattato solo di un incubo, no? Anche se devo ammettere che gli effetti speciali erano molto convincenti.

14 Settembre 2001, Venerdì

Oggi è morta la mamma di Lidia. Ho ritenuto importante trascrivere il mio incubo perchè sembra inevitabile creare un collegamento. E’ stato un sogno premonitore? Forse mi sbaglio. Forse non significa niente. Non voglio per forza dargli un importanza che non ha ma… Forse cerco solo una spiegazione per qualcosa che non può essere spiegato. In ogni caso, il sogno di quella notte è stato troppo “vero”, troppo intenso, perchè possa ignorarlo.

1 Settembre 2001, Sabato

1 Settembre 2001, Sabato

L’inizio…

Ed eccomi qui a iniziare un nuovo diario. Negli ultimi anni ne ho collezionati un certo numero. Adoro scrivere, da sempre. Mi aiuta a calmarmi quando sono arrabbiata, a chiarirmi le idee quando sono confusa e ad avere una visione d’insieme degli eventi che mi accadono. In questo momento le cose vanno piuttosto bene. Ho 27 anni, tanti amici con cui divertirmi e una famiglia unita. Ho un lavoro che condivido con mio padre – impegnativo ma che mi permette di guadagnare molto bene – e un ragazzo che… ecco, magari il ragazzo lo lasciamo da parte. Non ho voglia di raccontare le solite delusioni. Tutto sommato, non ho problemi particolari tranne, ovviamente, quelli esistenziali che mi trascino dietro da sempre. Negli ultimi mesi però qualcosa è cambiato. Io, sono cambiata. Ok, detta così non significa niente!

Diciamo che è cambiato il mio modo di percepire le cose, le persone, gli avvenimenti, il mondo esterno. Tutto sembra essersi amplificato. Ho raggiunto un livello di empatia che non ho mai avuto e, a volte, so quello che accadrà ancora prima che accada. Tutto questo mi spaventa? Si. Ma allo stesso tempo mi incuriosisce. Mi stimola a cercare risposte e mi dice che c’è molto altro, oltre a ciò che noi percepiamo normalmente. Purtroppo la “fattucchiera” di famiglia era mia nonna e da quando è morta non so più a chi chiedere consiglio. Sono una ragazza molto socievole ma non mi confido con nessuno. Figuriamoci se mi metto a parlare liberamente di certi argomenti. Non se ne parla proprio! L’unica soluzione è, come sempre, il mio caro vecchio amico diario. Sono sicura che ci siano dei fatti degni di nota, perciò ho deciso di annotarli per evitare di dimenticarli o di modificarne il ricordo.

Operatori Olistici: I Guaritori Moderni

Operatori Olistici: I Guaritori Moderni

Per definizione, il lavoro del “guaritore” è quello di dare all’essere umano, procedimenti, mezzi, attrezzature, sostanze e informazioni, che rendano possibile l’equilibrio. Infatti, il GUARITORE NON GUARISCE ma RI-EQUILIBRA.

Chi sono i “guaritori”?

Fra di loro possiamo certamente riconoscere i segnatori, gli esorcisti, le antiche guaritrici, gli sciamani e tutti coloro che aiutano le persone nel loro processo di “guarigione” – fisica, mentale e spirituale – utilizzando metodi non convenzionali quali preghiere, rituali, parole, gesti, erbe, metodi naturali ed energetici. Nel corso della storia, il concetto di malattia-guarigione viene affrontato in modi ovviamente differenti. Per gran parte della nostra esistenza, la guarigione viene associata ad aspetti rituali intrecciando scienza, magia e religione, dando grande rilevanza alle credenze popolari. Mentre, dal XX secolo, ci si approccia alla malattia basandosi sul concetto di ricerca, e di conoscenza oggettiva e verificabile.

In ogni caso, la condizione di malattia viene quasi sempre vissuta come un dramma. L’uomo è spinto alla ricerca di qualunque mezzo – fuori di sé stesso – per difendere e reintegrare il suo stato di salute originale. Inutile negare quanto, negli ultimi anni, sia stato riscoperto l’aspetto più antico dei metodi di guarigione. Un approccio olistico – della vita e dell’essere umano – ha permesso l’integrazione di saperi e pratiche, al di là del tempo e dello spazio. Ed ecco che riappaiono i “guaritori”. Guaritori che spesso non hanno una formazione medica tradizionale ma rivelano una profonda conoscenza di diversi metodi di guarigione non “convenzionali”. In questo primo post sui “guaritori” ho deciso di concentrarmi su alcuni operatori olistici.

Guarigione ed energia

Che si tratti di operatori reiki, pranoterapeuti, riflessologi o altro, spesso, per definirli, si utilizza erroneamente il termine GUARITORE, a volte anche in senso dispregiativo. Un appellativo antico e assolutamente inappropriato per indicare chi utilizza metodi olistici mirati al riequilibrio energetico di persone e animali. L’operatore energetico, di fatto, riporta l’equilibrio laddove la malattia, e lo stato di sofferenza, hanno evidenziato uno squilibrio energetico già esistente. (Per approfondire leggi Fisiologia Energetica: cos’è e Fisiologia Energetica: come funziona).

Per la guarigione occorre essere in due: l’operatore che “crea” la spinta energetica al riequilibrio, e la persona trattata che dona il consenso affinché questo si realizzi. E’ in quel momento che inizia il processo di guarigione.

LA GUARIGIONE

La guarigione è un’equazione che può essere semplice e rapida quanto complessa e irraggiungibile. Se i fattori dell’equazione non lavorano in sinergia creando, e mantenendo, l’equilibrio nel tempo, la guarigione non può avvenire, o almeno, non può avvenire in modo permanente. La malattia nasce prima nei corpi energetici (eterico, mentale, emozionale e spirituale) per manifestarsi, solo alla fine, nel corpo fisico. Quando la malattia, e il dolore, si manifestano a livello fisico, significa che lo squilibrio energetico è allo stadio finale del suo decorso. Un decorso che può essere iniziato mesi, se non anni, prima. Da questo si evince quanto possa essere importante agire preventivamente sui corpi sottili, mantenendo – o ripristinando – l’equilibrio energetico.

L’operatore energetico interviene inviando gli “input” necessari affinché i corpi – fisico ed energetico – possano avviare il processo di auto-guarigione. Inizia così il percorso di riequilibrio energetico in tutti i corpi della persona, ripristinando lo stato di salute ottimale, anche sul piano fisico. L’equilibrio raggiunto grazie all’intervento dell’operatore potrà però essere mantenuto solo con l’impegno della persona trattata. Se infatti, la persona “guarita”, continuerà a ignorare il MOTIVO DEL SUO SQUILIBRIO, e non si preoccuperà di cambiare abitudini, atteggiamenti o comportamenti dannosi per sé stessa, presto, lo squilibrio si manifesterà nuovamente, e con lui la malattia. Ecco perchè l’operatore olistico – qualunque sia la tecnica usata – porta il riequilibrio ma non può guarire definitivamente. La malattia nasce dentro di noi e ha lo scopo di portarci un messaggio. Se ci ammaliamo o avvertiamo un dolore costante, il messaggio è molto semplice: qualcosa nella nostra vita deve essere modificato.

differenza tra gli operatori

Abbandonando momentaneamente i motivi della malattia, già approfonditi in altri articoli, torniamo ai nostri operatori e, soprattutto, a cosa li contraddistingue gli uni dagli altri.

INTENZIONE + CUORE + TECNICA

OPERATORE

Intenzione e cuore sono qualità indispensabili per essere un buon operatore energetico. Il CUORE è la condizione più importante. Produce il campo energetico più potente mai misurato, molto più potente dell’energia mentale. I sentimenti generati dal cuore possono trasformare la materia, muovere le montagne e modificare la realtà. L’INTENZIONE è un catalizzatore dell’energia. E’ come un segnale radio che si sintonizza su una frequenza specifica, influenzando esclusivamente chi ha chiesto di essere “collegato”. L’energia (del cuore) dell’operatore, si catalizza grazie all’intenzione (energia mentale) sintonizzandosi col permesso di guarigione della persona da trattare, su una specifica frequenza di comunicazione.

La TECNICA definisce il metodo di un operatore, aumenta le sue conoscenze in materia ma non è indispensabile alla “guarigione”. E non è un caso che sia l’ultima componente. Un operatore senza tecnica può lavorare istintivamente e intuitivamente con l’energia, ma un operatore senza cuore e intenzione, non può assolutamente definirsi tale… neanche conoscendo tutte le tecniche energetiche della storia. Ricordatevi sempre che PRIMA VIENE L’OPERATORE POI LA TECNICA. Questo risponde a quanti, regolarmente, mi chiedono cosa definisce l’energia e la capacità di un operatore energetico.

Guarigione, consapevolezza, presa di coscienza, rivelazioni ed energia, sono lampi che nascono dentro di noi. Comunichiamo con tutte le nostre cellule e le modifichiamo grazie all’intenzione.

Gli operatori di oggi sono i “nuovi” guaritori?

Ricapitoliamo. Se una persona possiede un’energia equilibrata e vibrazionalmente alta (cuore), consapevolezza e buone intenzioni (mente), tecnica e conoscenza, possiamo senz’altro ritenerlo un operatore energetico completo. Se poi il suo lavoro è mirato al riequilibrio e al mantenimento dello stato di salute degli esseri viventi, allora, possiamo tranquillamente definirlo un guaritore. Ovviamente con tutte le eccezioni del temine. Per quanto riguarda la definizione di NUOVI guaritori, beh, forse così nuovi non lo sono. E’ vero che alcune tecniche energetiche sono state “scoperte” negli ultimi decenni ma molte altre – come ad esempio pranoterapia – risultano essere addirittura millenarie. Quindi, nonostante l’operatore sia del XXI Secolo, le tecniche utilizzate sono le stesse dell’antichità.

D’altra parte, il guaritore di oggi, ha adattato gli antichi rimedi (passatemi la definizione) alla vita di oggi, personalizzando metodi, tempi e luogo di lavoro. L‘operatore olistico moderno è disciplinato dalla legge. Gli erboristi hanno esercizi commerciali. I trattamenti reiki vengono utilizzati anche negli ospedali e persino i cartomanti pagano le tasse (almeno alcuni). In ogni caso, nessuno viene più processato per stregoneria, o messo al rogo, per aver aiutato qualcuno a guarire con metodi non convenzionali. Anche se le panzane diffuse dai soliti bigotti ignoranti continuano a far parte di ogni tempo.

I VANTAGGI DEI TEMPI MODERNI

Sicuramente si è perso un po’ di istinto e di solennità nello svolgimento di alcuni riti (intesi come rituali). In compenso, ci abbiamo guadagnato in conoscenza e informazione. Con il recente ritorno ai rimedi naturali e a una vita più “sana”, i trattamenti olistici non hanno mai incontrato un periodo più favorevole. Non tutto però è migliorato. Come allora c’erano fattucchiere ciarlatane e guaritori imbroglioni, oggi incontriamo operatori olistici specializzati nel raggiro e nello sputtanamento della categoria. Purtroppo mi è impossibile elencare tutti gli operatori della truffa che “lavorano” nella grande famiglia dell’olismo, dell’occultismo e dei vari parenti, stretti e lontani. Perciò li ho divisi in tre semplici categorie.

I truffatori eclatanti

Sono quelli che conosciamo tutti. Sono i cartomanti televisivi e telefonici, i falsi sensitivi, i falsi guaritori che si spacciano per esorcisti. Sono tutti quei personaggi che vivono sulle sfighe della gente… e quando sfighe non ce ne sono te le creano loro! Li vediamo ogni giorno, sono pubblicizzati, seguiti, strapagati. Si arricchiscono sfruttando le credenze e l’ignoranza delle persone, creano dipendenza psicologica e sfruttano la situazione senza alcuno scrupolo. Nonostante tutto ci lasciamo raggirare e gli permettiamo di rovinarci. Continuano ad agire indisturbati e, nonostante i danni creati, continuano a raccogliere disperati.

I truffatori sottili

Questi sono meno evidenti ma altrettanto bastardi. Sono quelli che aprono le associazioni culturali senza scopo di lucro…per puro scopo di lucro. A volte possiedono anche delle competenze come operatori ma, il loro vero scopo, resta comunque truffare le persone che iniziano un percorso di ricerca spirituale e non sanno a che santo rivolgersi. Loro sono lì, come avvoltoi in attesa del loro pasto, e appena varchi la soglia… zac! Sei già caduto in pentola, pronto per essere cucinato a loro piacimento.

Sono gli operatori che ti convincono a pagare un corso 3000 € vendendotelo come percorso di vita, quando un operatore più serio te lo avrebbe fatto pagare 200 €. Sono quelli che ti legano a loro con una serie di corsi indispensabili alla tua evoluzione personale. E sono anche quelli che, quando ti svegli, capisci di aver mantenuto per mesi, senza aver raggiunto nulla di quanto speravi di ottenere. Sicuramente, nel disegno generale, servono anche loro. Io ho imparato a distinguerli dopo una semplice chiacchierata. Ho capito cosa mi serviva imparare e cosa assolutamente no. Mi hanno insegnato che in un campo così particolare, dove la sensibilità dovrebbe essere d’obbligo, ci sono persone incompetenti e senza etica morale… ma l’ho imparato a caro prezzo.

I truffatori convinti

Della serie l’importante è essere convinti! In questo caso, infatti, il confine tra truffa e ignoranza/incompetenza è molto sottile. Ho legato i due termini perchè l’ignoranza ti rende incompetente sull’argomento in questione, e l’incompetenza ti porta a ignorare le tue lacune. Il problema più grosso è che spesso, i convinti, sono molto carismatici e in grado di attirare molte persone con grande facilità. Questo rafforza ancora di più la loro convinzione di essere competenti nella disciplina che praticano o, addirittura, insegnano. Beh, è difficile accorgersi di eventuali mancanze se chi hai davanti è assolutamente sicuro e convinto di quanto fa o dice.

All’inizio del percorso puoi accorgertene solo se frequenti altre persone, ovviamente più competenti, che ti permettono di notare la differenza. Se confrontandoti con altri ti sorge qualche dubbio, è comunque un dovere verso te stesso approfondire l’argomento. Quando invece sei un po’ più “navigata” puoi facilmente affidarti all’istinto e al buon discernimento spirituale. Potrai avvertire immediatamente – o comunque in breve tempo – se, nella persona che hai davanti, c’è qualcosa che non torna.

Come riconoscerli

A volte non è facile e spesso te ne accorgi troppo tardi. Mi è successo proprio qualche mese fa, durante un corso che ho inseguito per anni (a volte bisognerebbe ascoltare i segnali). L’insegnante era una persona conosciuta, seria e apparentemente competente ma, dopo appena due ore di corso ero già rassegnata all’evidenza. Tutto mi diceva che non avrebbe soddisfatto le premesse e che l’insegnante non era chi credeva, e raccontava, di essere. Una persona colta e convinta di aiutare le persone nella loro crescita che in realtà ha dimostrato di essere troppo materialista. Distaccato e senza tatto, senza nessun coinvolgimento nei confronti dei suoi allievi e assolutamente incompetente nella materia che avrebbe dovuto insegnare. La sua convinzione lo ha reso ottuso… e io ho pagato il suo corso 5 volte il suo reale valore. Pazienza, in fondo anche questi corsi insegnano, se sai leggere il messaggio tra le righe.

Si sa, tutto il mondo è paese e, a quanto pare, continuiamo a cadere nelle stesse trappole da secoli… e per fortuna che la storia insegna! undecided Cambiano tempi, persone e modi ma, finchè i valori primari della società si baseranno sul possesso materiale, continueremo a convivere con truffe e truffatori. L’unica differenza siamo noi. Per secoli, i raggiri sono stati all’ordine del giorno grazie alla profonda ignoranza della massa, alle false credenze, alle superstizioni e alla paura. Per spirito di sopravvivenza si credeva a qualunque cosa. E oggi? Ci definiamo evoluti ma ricadiamo sempre negli stessi schemi. A quanto pare alcune cose non cambiano mai.

COME SCEGLIERE UN OPERATORE

Scegliere un buon operatore olistico – che sia per un trattamento o per un corso – non è sempre facile e immediato. Per aiutarvi elenco qualche punto essenziale, da tenere in considerazione.

  • LE CERTIFICAZIONI

    Come in ogni settore lavorativo, il “titolo di studio” non garantisce né la professionalità né la competenza. In questo campo, ultimamente, sembra esserci la corsa alle certificazioni, si puntualizzano discendenze e lignaggi (come nel reiki) e si inventano titoli astrusi. Sembra che partecipare a corsi in scuole costose e molto conosciute aumenti il valore dell’istruzione ricevuta…e del conto pagato. Non lasciatevi abbagliare da ciò che luccica. In campo energetico e spirituale, l’esperienza non ha prezzo.

  • IL CONTATTO CON L’OPERATORE

    Quando l’operatore non vi degna neanche di un colloquio telefonico, o di un incontro, lasciatelo perdere. Soprattutto chi accetta l’onore, e l’onere, di insegnare, deve avere il tempo per conoscere ogni suo allievo. Questo vale soprattutto prima di partecipare a un corso, o a un trattamento, per la prima volta. Quando volete crescere interiormente, decidete di affidarvi a persone che, si presume, abbiano già fatto un certo percorso ma, sono comunque persone come voi. Gli insegnanti che si pongono su un piedistallo e creano intorno a loro uno spazio inviolabile, non sono degni di considerazione.

  • IL PREZZO

    Questo è un campo minato e ognuno ha il diritto di vendersi come preferisce. E quando ti chiedono 3000 € per un corso di reiki solo perchè è svolto da un insegnante famoso in chissà quale scuola super certificata, ma vaffa…! L’istruzione è un diritto di tutti, anche e soprattutto quella spirituale. Essere pagati per il lavoro svolto è un sacrosanto diritto, ma essere strapagati per una falsa esclusiva non ha niente di etico.

  • ISTINTO

    Qui c’è poco da aggiungere. Se all’incontro con l’operatore sentite a pelle che non fa per voi, cercatene un altro. Se ve ne accorgete a cose già iniziate, sarà l’ultimo corso (o trattamento) che farete. Se scegliete un insegnante per seguire la massa, avete ancora molto da imparare. In altre parole, seguite voi stessi, ascoltate quella vocina interiore che vi punzecchia quando fate una cazzata, non vi accontentate del primo che vi capita. L’evoluzione personale è una cosa seria.

Spero di avervi dato qualche spunto interessante ma se aveste esperienze da raccontare e suggerimenti da offrire sarebbe fantastico. In conclusione, mi sento di affermare che, più che guaritori moderni, possiamo definirli guaritori dei tempi moderni. In un tempo di risveglio, c’è davvero bisogno di operatori che hanno tanto da offrire. Fortunatamente il mondo ne è pieno… basta solo scegliere bene.

 

63 Caselle per conoscere il futuro: Il Gioco dell’Oca

63 Caselle per conoscere il futuro: Il Gioco dell’Oca

DIVINAZIONE E GIOCO DELL’OCA

Una pedina, un dado, una domanda, un tabellone e il gioco è fatto! È tutto ciò che ci serve per dare una sbirciatina ai nostri potenziali, ricevere qualche consiglio, chiarirci le idee su una questione che ci assilla. Potremmo addirittura conoscere con un po’ di anticipo gli eventuali ostacoli sul nostro cammino. In ogni caso, fare un “giro dell’oca”, può aiutarci a carpire qualche dettaglio utile sulla nostra situazione in generale. Insomma, con il gioco dell’oca, abbiamo a disposizione 63 caselle in grado di mostrarci il ruolo attivo e passivo del destino.

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Esorcismi: Una Giornata da…Urlo!

Esorcismi: Una Giornata da…Urlo!

ESORCISMI

Ultimamente la parola esorcismo sembra tornata di moda e, il nostro paese, offre tante chiese in cui si svolge questa pratica. Nonostante lo scetticismo, la curiosità ci spinge a chiederci cosa succede veramente in quei luoghi. Messe, preghiere, canti, tanto incenso, acqua santa, forza bruta, voci da film horror e benedizioni personali… ecco la mia prima volta nella chiesa di un prete esorcista.

UNA GIORNATA SCIOCCANTE

Se state seguendo il mio blog, e avete letto Il mistero del male, saprete già che la mia paura più grande è sempre stata il MALE. Quello con la emme maiuscola, astratto, sfuggente, sconosciuto, affascinante e misteriosamente spaventoso. Quel male rappresentato dal Diavolo e dai Demoni. Un male a cui difficilmente puoi sottrarti, che credi sia quasi impossibile da annientare. Che a causa di quella pestifera legge di attrazione, mi è capitato d’incontrare, più e più volte. E quale luogo migliore, per affrontare le mie paure, di una chiesa in cui si praticano esorcismi? Giusto per restare fedele a uno dei miei motti preferiti – niente deve essere temuto, deve solamente essere compreso. Credo sia impossibile, per me, farvi capire a parole quanto sia stata scioccante quella giornata.

Era il 2001 quando, investita da un improvvisa botta di coraggio, accettai di accompagnare un amica bisognosa di una benedizione un po’ particolare. Arrivammo alla chiesa alle 8 del mattino e notammo immediatamente le prime stranezze. Innanzitutto, la giornata apparentemente serena, soleggiata e luminosa, si trasformò appena entrammo nel parcheggio della chiesa. Fummo sorprese da un vento assurdo che sembrava circondare esclusivamente l’edificio, per calmarsi improvvisamente a qualche metro dal piazzale su cui era costruito. La seconda cosa che mi colpì fu il numero impressionante delle persone presenti. Eravamo talmente tanti che dovemmo presentarci con almeno due ore di anticipo per ritirare il nostro numerino. Come al banco dei salumi del supermercato, avevamo il numerino per la benedizione personale.

La calma prima della tempesta

esorcismi

A parte questo, l’edificio appariva carino. Il piano terra ospitava il bar e un bazar di oggetti sacri che avresti potuto far benedire durante la messa del mattino. La chiesa vera e propria invece era al piano seminterrato, da cui si accedeva sia dall’interno sia dall’esterno, dal retro dell’edificio. Durante la sosta al bar, rimasi sorpresa dall’apparente allegria che aleggiava nel locale. C’era davvero tanta gente ma sembravano tutti più meno sereni e, fino a quel momento, tutti più o meno “normali”. Mentre entravamo buone buone in chiesa, fummo letteralmente pietrificate da un urlo agghiacciante. Lì per lì non sapevamo se guardarci intorno o guardare il pavimento, per la curiosità di vedere qualcosa e la paura di vedere troppo! Un attimo dopo realizzammo che proveniva da una ragazzina che cercava disperatamente di scappare. Fu bloccata da ben quattro ragazzoni, ma si dimenava talmente tanto che faticarono a tenerla.

La sollevarono da terra circondandole busto e gambe, come fosse un tappeto arrotolato, per portarla proprio là, dietro quell’unica porticina, nella stanza degli esorcismi. In quel momento realizzai di essermi infilata, volontariamente, in una situazione al quando sgradevole, ma ancora non immaginavo quanto. Il bello doveva ancora arrivare.Alle 1030 iniziò la messa e fin troppe persone manifestarono forti tremori in tutto il corpo… sembravano improvvisamente affetti dal morbo di Parkinson! La mia amica disse che stava iniziando la parte più brutta della giornata. Durante il rito del mattino, veniva fatta una prima scremata, o la prima mietitura, come la chiamava lei. A quel punto non sapevo se essere più spaventata o più confusa. Scremata? Mietitura?

…e l’odissea continua

Al termine della messa, il prete, passò tra noi agitando un grande incensiere. Il profumo dell’incenso naturale era buono ma il fumo saturò velocemente l’ambiente – stile camera a gas – e la gente iniziò a tossire. Considerata la quantità di incenso nell’aria non mi stupii più di tanto che quasi tutti iniziarono ad agitarsi, a respirare male e a brontolare. Poi, mi resi conto che, i brontolii erano quasi rabbiosi, sgradevoli, diretti malevolmente contro il prete e con un tono di voce alterato. Il caos vero e proprio si creò quando, abbandonato l’incensiere, prese il secchiello dell’acqua benedetta e, con l’aspersorio, fece “piovere” su tutti i presenti: chi già tossiva e imprecava impazzì letteralmente tentando di scappare, urlando, dalla presa dei ragazzoni che scortavano il prete.

A ogni suo passo la situazione peggiorava, acqua benedetta e incenso sembravano formule micidiali di insetticida e noi… cadevamo come mosche. Non riuscivo a smettere di pregare e la mia unica preoccupazione sembrava essere <Dio, ti prego, fa che non capiti a me!>. All’improvviso, un pensiero riempì inevitabilmente la mia mente <e se la mia amica inizia a tremare? E se si mette a urlare come una pazza? E se comincia a bestemmiare? E se ci portano nella stanzetta?>. Fortunatamente non successe nulla di tutto questo anche se metà della chiesa si mise a urlare bestemmiando, tentando la fuga e parlando con la “vocina” da horror. Molti di loro vennero “accompagnati” dietro “quella” porticina e iniziai seriamente a preoccuparmi. Anzi, diciamo la verità, fui proprio presa dal terrore e mi guardai bene dall’emettere anche un solo colpo di tosse nonostante l’incenso fosse davvero fastidioso.

Una pausa meritata

Per concludere in bellezza la mattinata, ci fu chiesto di pregare a voce alta per aiutare il prete nella pratica dell’esorcismo. Mentre lui cantilenava in latino, noi pregavamo e cantavamo, cantavamo e pregavamo, mentre gli altri urlavano e bestemmiavano, bestemmiavano e urlavano, fino a quando il rito non raggiunse l’apice e tutto sembrò calmarsi. Finalmente arrivò la pausa pranzo, ma chi aveva voglia di mangiare? Ero completamente scombussolata e fui molto grata alla mia amica per aver deciso di andare in un locale, a qualche chilometro dalla chiesa. Sinceramente non credo che sarei riuscita a sopportare di mangiare nella mensa comune con gli altri partecipanti. Avrei continuato a guardarmi intorno sussultando ad ogni rumore più forte del normale.

La seconda mietitura

Rosary in Hands

Alle 15 iniziò il secondo round e volli credere alla mia amica quando mi giurò che il peggio ormai era passato. Notando gli “urlatori folli” seduti buoni buoni a un lato della chiesa e controllati a vista dai ragazzoni, mi rilassai un pochino… ma non fu una condizione permanente. Dopo un paio d’ore di messa, domande, risposte, preghiere e canti, ci mettemmo in fila in base al nostro numerino, per ricevere la benedizione personale. Il tocco dell’esorcista, acqua santa e un chicco di sale benedetto da mettere sotto la lingua… e la seconda mietitura ebbe inizio. Chi sveniva, chi scappava (di nuovo), bambini che strillavano a squarciagola, chi cambiava voce, e io che non riuscivo a smettere di sentirmi così impotente e piena di domande.

Come potevo accettare che così tanta gente soffrisse a causa del male? Perchè molti di loro – credenti e praticanti – continuavano a tornare in quella chiesa per mesi, se non anni, senza riuscire a liberarsi? E perchè dovevano soffrire così anche i bambini, esseri assolutamente innocenti? Nel suo “botta e risposta” del pomeriggio, il prete diede molte spiegazioni ma, fin troppe cose non mi tornavano e sembravano incoerenti… Come potevo accettare che così tanta gente soffrisse a causa del male? Perchè molti di loro – credenti e praticanti – continuavano a tornare in quella chiesa per mesi, se non anni, senza riuscire a liberarsi? E perchè dovevano soffrire così anche i bambini, esseri assolutamente innocenti? Nel suo “botta e risposta” del pomeriggio, il prete diede molte spiegazioni ma, fin troppe cose non mi tornavano e sembravano incoerenti…

E venne il nostro turno

poi venne il nostro turno e realizzai, all’improvviso, di essere accerchiata dai muscolosi ragazzoni. della serie “da qui non si scappa”. Sono convinta che fosse una semplice precauzione ma, in quel momento, mi sentii come in trappola. Arrivando davanti al prete, fu come trovarsi davanti a Gesù nel giorno del giudizio: un errore e vieni cancellata per sempre! Ad ogni modo, vuoi per l’agitazione della giornata, vuoi per la soggezione che incuteva il prete, quando vidi la “catinella” di acqua santa che stava per versarci addosso, istintivamente feci un passo indietro, andando ovviamente a sbattere contro uno dei ragazzoni. Ovviamente mi bloccò prontamente per rimettermi al mio posto. Il risultato? Ci beccammo una seconda abbondante lavata. Uscimmo dalla chiesa mezz’ora più tardi, con i capelli ancora gocciolanti e i vestiti da strizzare. Fradicia ma sinceramente sollevata che fosse tutto finito senza un tour privato nella stanzetta.

 La stessa sera c’era in programma una cena per il compleanno di mio padre e io mi ritrovai a guardarmi intorno, seduta al tavolo del ristorante, insolitamente pervasa da un senso di tristezza, a chiedermi quanti, fra le decine di clienti che stavano cenando allegramente, avrebbero iniziato a tossire per colpa dell’incenso, cambiando voce ed espressione del viso, e fuggendo di corsa dalla stanza.

Dubbi, domande e crisi

Quella giornata mi diede molto da pensare ma, quella vocetta, mi perseguitò per settimane. Ogni momento in cui mi trovavo da sola quella vocina agghiacciante mi rimbombava nella testa. Non potete immaginare quanto sia stato difficile ritrovare un equilibrio fra dubbi, paura, condizionamenti religiosi e realtà. Non so dirvi con certezza cosa mi spinse ad affrontare un’avventura del genere. Forse una grande curiosità alimentata dal fascino misterioso di quel mondo. Oppure la convinzione, o la speranza, di riuscire a comprendere meglio, e ad affrontare in modo definitivo, le mie paure. ma al termine di quella giornata il bilancio fu piuttosto pesante: troppi dubbi, un milione di domande senza risposta e una crisi religiosa pazzesca! 

La mia fede mi impediva di credere che il male potesse avere il sopravvento: che fine aveva fatto Dio? E se questo male poteva colpirci a causa del nostro comportamento e delle nostre scelte, dov’erano finiti perdono e redenzione? Perchè colpiva tutti indiscriminatamente compresi bambini piccolissimi e assolutamente innocenti? Una vocina dentro di me continuava a ripetermi che, in tutto questo, c’era qualcosa di sbagliato. Ho sempre creduto che la forza del bene e dell’amore potesse vincere su tutto ma, dopo una giornata in quella chiesa, ogni mia certezza sembrava soppiantata dal dubbio. Sostituita dalla convinzione che il male si nascondesse ovunque, intorno e dentro di noi, e che il Diavolo potesse fare davvero qualsiasi cosa, indisturbato.

Credere o non credere

Non potevo credere che si trattasse di una “recita” e neanche di un’allucinazione collettiva, ma non potevo nemmeno accettare che noi fossimo cosi impotenti e deboli davanti ad un male così insidioso e subdolo. Quella, fu la prima volta ma non l’ultima. Negli anni successivi – con gli adeguati intervalli fra una gita e l’altra – mi recai più volte in quella chiesa. Mi arricchii ogni volta di un esperienza diversa, fino a quando non capii di essermi fatta un’idea molto precisa sulla questione esorcismi, sui condizionamenti religiosi e sulla coscienza collettiva, e di non avere più bisogno di vivere giornate così “intense”.

Voi avete mai partecipato a un esorcismo o fatto un’esperienza simile alla mia, in una chiesa? Cosa vi ha spinto a parteciparvi e, soprattutto, cosa vi ha lasciato, qual’è stato il bilancio a fine giornata?

Provati per me… Raccontati per voi

Provati per me… Raccontati per voi

Quale libro dovrei leggere? Quale corso potrei fare? Quale corrente di pensiero sarebbe meglio seguire? Da dove dovrei iniziare per saperne di più?

La domanda che più di frequente mi viene rivolta è “quale libro è meglio leggere per iniziare?” e purtroppo non ho mai una risposta precisa da dare. Beh, ora potrei dire “leggi il mio blog!” (è una battuta). Scherzi a parte, non c’è un libro in particolare che potrei consigliarvi perchè tutto dipende dalle risposte che state cercando.

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Fisiologia Energetica: Cos’è

Fisiologia Energetica: Cos’è

Cos’è esattamente la fisiologia energetica?

Si parla sempre di energia, scambio, trattamento e riequilibrio energetico, sappiamo che alcune entità possono utilizzarci come batterie e che la materia è la manifestazione di un energia che vibra più lentamente. Parliamo spesso di chakra, aura, prana, energia vitale ma, sappiamo esattamente come funziona il nostro sistema energetico? Da cosa è costituito, come si alimenta, come interagisce col mondo esterno, cosa lo indebolisce e come possiamo mantenerlo in salute?

Per cercare di riordinare e spiegare il marasma di informazioni che possiamo trovare sui libri e in rete, eccovi due post che vi consiglio di leggere in coppia: FISIOLOGIA ENERGETICA: COS’E’ (post che state leggendo in questo momento) e FISIOLOGIA ENERGETICA: COME FUNZIONA.

 

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Aiuto… Un fantasma!

Aiuto… Un fantasma!



E se all’improvviso apparisse dal nulla un fantasma? E se la nostra abitazione ospitasse inquilini indesiderati? È possibile riconoscere le entità residuali da quelle reali, dalla nostra famiglia? Sarebbe possibile riconoscere le energie che ci girano intorno e imparare a gestirle? La mia riposta è assolutamente si… con la pulizia energetica.

LA CONOSCENZA E’ LA MIGLIOR DIFESA

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I Fantasmi Esistono?

I Fantasmi Esistono?

FANTASMI… ESISTONO DAVVERO?

E se esistono da dove vengono? Forse dal Paradiso, da una realtà parallela, da una dimensione diversa dalla nostra? O forse sono solo frutto della nostra immaginazione, delle nostre paure e del desiderio inconscio e incontrollato di credere in una vita oltre la morte? Dimostrare che esistono sarebbe davvero come dimostrare che esiste un aldilà? Che noi siamo immortali? Ma se così fosse, perchè restano intrappolati qui? O sono proprio loro a tornare volontariamente? Sono buoni o cattivi? Perché solo alcune persone riescono a vederli, percepirli e a comunicare con loro? E perchè la maggior parte di noi ne è praticamente terrorizzata? E quelle manifestazioni che noi definiamo poltergeist e infestazioni hanno sempre a che fare con loro?

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Ghost Hunters

Ghost Hunters

Oggi, il termine Ghost Hunters e il mestiere da loro svolto è conosciuto da tutti ma, chi sono veramente questi cacciatori di fantasmi? Qual’è la loro storia? Come lavorano sul campo?

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Allan Kardec: Il padre dello Spiritismo

Allan Kardec: Il padre dello Spiritismo

Comunicare con gli spiriti

Se parliamo di fantasmi e comunicazione con gli spiriti dobbiamo per forza aprire una parentesi storica sullo spiritismo: la dottrina filosofica che dalla metà del XIX secolo ha raccolto decine di milioni di seguaci in tutto il mondo. E se parliamo di spiritismo è doveroso menzionare il suo fondatore soprannominato, non a caso, il padre dello spiritismo:

Hippolyte Léon Denizard Rivail in arte Allan Kardec

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I Fantasmi di Ieri…E di Oggi.

I Fantasmi di Ieri…E di Oggi.

I FANTASMI DI IERI

Sono più di duemila anni che sentiamo parlare di fantasmi ma, ancora oggi, continuiamo a non sapere con esattezza quale sia la loro natura. Le loro apparizioni possono essere delicate o chiassose, sgradite o piacevoli, chiarificatrici o enigmatiche. Da sempre ci regalano emozioni, amori e tragedie attraverso storie affascinanti, proprio perchè circondate da un costante alone di mistero. È inevitabile rimanere colpiti da ciò che ci spaventa e da ciò che ci suggestiona…e in fatto di suggestione, le storie di fantasmi, non hanno rivali.

I papiri dell’antico Egitto ci parlano di apparizioni e di necromanzia praticata dai sacerdoti, che dominavano indiscussi il mondo del paranormale, e che potevano evocare gli stessi Dei. In Grecia, fra il primo e il secondo secolo A.C., si parlava già di paradossografici – racconti di fatti straordinari – che parlavano di fantasmi e fenomeni paranormali. A Roma, già nel II secolo, un circolo di parapsicologia scriveva di caccia ai fantasmi. Un articolo del blog Fantasmitalia.it ci offre una panoramica sulle credenze di popoli antichi.

LA VILLA INFESTATA

Plinio il giovane, avvocato, scrittore e magistrato dell’antica Roma, scrisse del filosofo Atenodoro e di una villa di Atene, ovviamente infestata dai fantasmi. Era l’anno 100 quando Atenodoro arrivò ad Atene, e nella ricerca di una casa da affittare incappò in una splendida villa dal costo moderatamente basso. Insospettito dal prezzo decise di prendere informazioni scoprendo così che era una casa infestata. Più precisamente si trattava del fantasma di un uomo trasandato, sporco e con mani e piedi in ceppi e catene. Incuriosito, si organizzò per prenderla in affitto.

Per la notte allontanò la sua famiglia mentre per sé ordinò di preparare un letto nella parte anteriore della casa. Si procurò tavolette per scrivere, stilo e lume per tenere la mente impegnata ed evitare così di cedere alla paura e alla suggestione. Dopo il silenzio iniziale cominciarono i rumori di catene e quando alzò gli occhi riconobbe il fantasma dalle descrizioni ricevute in precedenza. Inizialmente si mostrò calmo e quasi indifferente, ma il fantasma continuava ad agitarsi indicandogli una direzione. A quel punto,  Atenodoro prese il lume e si incamminò dietro di lui. Arrivati al cortile della villa il fantasma scomparve. Atenodoro prese nota del punto preciso e, il giorno seguente, chiese alle autorità di scavare proprio in quel punto… punto in cui trovarono le catene e i pochi resti dell’uomo preservati dai ceppi. Dopo avergli dato una degna sepoltura, la villa fu finalmente libera da ogni infestazione.

SPIRITI CONDANNATI

Grazie anche a casi come questo, è naturale che nell’antichità fosse radicata la credenza che gli spiriti delle vittime di assassinio, di morte violenta e di coloro che non avessero ricevuto una degna sepoltura, fossero condannati a restare legati al luogo della morte e costretti a manifestarsi ai vivi per essere aiutati a liberarsi. Si credeva anche che gli spiriti delle persone malvagie, o che avessero vissuto in modo indegno, fossero condannati a vagare senza meta. infestavano luoghi e spaventavano i vivi, ma erano innocui per le persone buone quanto pericolosi per quelle cattive.

Sono numerose le scritture che trattano di apparizioni, infestazioni e presagi:

  • Una corte spettrale marciò attraverso Alessandria la notte prima della battaglia finale fra Cesare e Antonio.
  • Cesare decise di marciare su Roma – invece di consegnare se stesso e le sue truppe – grazie ad un apparizione che gli indicò di attraversare il fiume suonando l’inno di battaglia.
  • Un egiziano continuò a vedere la moglie nuda finché, esausto, non decise di riaprire la tomba per riporvi tutti i suoi effetti personali. Di fatto, era stata sepolta senza abiti per risparmiare. La sua ultima apparizione fu per ringraziarlo indossando proprio gli abiti da lui riposti nella tomba.

FANTASMI E LEGISLATURA

Davanti a molte storie di fantasmi, spesso ci ridiamo sopra o restiamo scettici e increduli ma, un tempo, la questione fu presa molto seriamente. Tanto seriamente da creare addirittura una legislatura con i relativi codici che regolavano le pratiche riguardanti le case infestate. Tra il 1400 e il 1600 troviamo cause di inquilini che chiedevano la risoluzione del contratto – d’acquisto o affitto proprio perchè infestata dai fantasmi. A quel tempo i Giudici prendevano molto seriamente questo genere di questioni ed erano propensi a chiudere le cause a favore degli inquilini. Almeno fino al 1700 quando, con l’avvento dell’illuminismo, iniziarono a ritenere che le segnalazioni di fantasmi fossero, per lo più, allucinazioni da non prendere in considerazione. Gli inquilini che chiedevano la risoluzione del contratto per motivi di ordine paranormale, erano obbligati a fornirne le prove. Dovevano portare testimonianze di precedenti inquilini a conferma della loro storia, o prove concrete sull’effettiva infestazione della casa, che restava presunta fino a prova contraria.

Nel 2010 in Italia, nella provincia di Spoleto, un uomo – che chiameremo Signor B. – credette di aver concluso l’affare della sua vita. Acquistò infatti, ad una cifra relativamente bassa, uno stabile di 200 mq su un podere di 3000 mq. Peccato che a trattativa conclusa abbia dovuto fare i conti con rumori di passi, colpi nei muri, mobili caduti senza motivo e oggetti andati in fiamme. Lo sfortunato, e assonnato, Signor B. si rivolse immediatamente ad un avvocato per ottenere la risoluzione del contratto. Presentò anche le prove che i precedenti proprietari e gli abitanti della zona erano al corrente delle presenze che infestavano la proprietà. A quanto, negli anni ’70, nel casale si svolsero persino  numerosi esorcismi… ovviamente senza risultato!

I FANTASMI DI OGGI

Nel 2018 è ancora radicato il pensiero comune che le entità rimaste sulla terra siano i fantasmi di persone che hanno avuto una morte violenta o che non abbiano portato a termine un compito specifico durante la loro vita e quindi siano rimasti per porvi rimedio da morti. Nonostante l’impegno e la meticolosità di molti studiosi, la scienza, ancora oggi, non ritiene che vi sia alcuna possibilità di interferenza fra il mondo terreno e quello dell’aldilà ma, nonostante l’apparente mancanza di concrete prove scientifiche, sono poche le persone che non credono all’esistenza di un piano spirituale popolato da fantasmi o che non siano incuriosite e affascinate da miti, leggende, misteri e luoghi infestati.

FANTASMI E MESTIERI

In tutto il mondo ci sono persone che, convinte dell’esistenza dei fantasmi, cercano prove di attività paranormali e altrettante che sfruttano queste convinzioni popolari per portare avanti antiche attività che permettono entrate economiche stratosferiche. Sembra incredibile ma se ci soffermiamo a pensare a quanti mestieri e a quante attività ruotino intorno al mondo del paranormale, ne rimaniamo meravigliati. Dai sensitivi ai medium, dalle cartomanti alle chiaroveggenti e dalla vendita di libri, riviste, amuleti e oggetti di vario genere ai film e telefilm. Non possiamo dimenticare i Ghost Hunters che con l’ausilio di tecnologia e media, hanno trasformato un mestiere centenario in uno spettacolo per la TV.

In conclusione, l’equazione fantasma resta immutata e irrisolta. Che si parli di ieri o di oggi, ci lasciamo suggestionare e spaventare dagli stessi misteri, alimentiamo le stesse convinzioni e continuiamo a porci le stesse domande – i fantasmi esistono? perchè sono qui? l’aldilà esiste? – sperando che, prima o poi, qualcuno possa svelarci anche le risposte.

 

Scrittura Automatica: la mia prima esperienza

Scrittura Automatica: la mia prima esperienza

Scrittura automatica: la mia prima esperienza

Non si sa chi per primo abbia utilizzato e diffuso le tecniche ma il termine scrittura automatica fu usato per la prima volta nel 1861 da Allan Kardec . Considerato il padre dello spiritismo francese, riteneva che la scrittura automatica fosse il mezzo più semplice e più completo per poter stabilire relazioni con gli spiriti, [cit.Wikipedia]. Per quanto mi riguarda, la prima esperienza con questa tecnica risale a Gennaio 2002 e non è stata così piacevole come immaginavo.

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I Nodi della Zingara

I Nodi della Zingara

Romanì…un nome che racchiude un insieme di popoli antichi, dialetti, tradizioni, il cui senso in passato non aveva nulla di spregiativo e che tutt’oggi mantiene un alone di magia…. una magia che a volte può spaventare. Chi di noi non ha un po’ di timore ad entrare in contatto diretto con loro? Mi riferisco ovviamente al mistero di cui sono intrisi, al loro mondo così lontano dal nostro e alla presunta e famigerata capacità di lanciare maledizioni.

Questa è la mia esperienza con una zingara che di energie e maledizioni sapeva il fatto suo. Sono trascorsi molti anni da quell’incontro ma lo ricordo come se fosse ieri…

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Il Fantasma del Bagno

Il Fantasma del Bagno

Il fantasma del bagno

Vi è mai capitato di aiutare delle persone o delle entità durante la notte, in sogno? Ovviamente parlo di aiuto energetico. Sono passati 16 anni dall’incontro col fantasma del bagno ma alcune esperienze non si dimenticano mai.

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La Cartomantopazzia

La Cartomantopazzia

La cartomantopazzia

Un po’ di tempo fa mi è capitato di fare una stesura telefonica di tarocchi. Per quanto all’inizio fossi un po’ titubante ho cercato di prepararmi psicologicamente al meglio.  Ho fatto leva sulla mia esperienza ventennale e sulla certezza che le mie carte, negli anni, hanno “sbagliato” molto raramente. A volte non parlano affatto ma quando lo fanno dicono il vero.

Purtroppo non ero preparata alla consultante più temuta dai cartomanti: quella che non vuole accettare ciò che i tarocchi hanno da dire! Alcuni argomenti sono difficili da trattare. Se infatti si fosse trattato di un consulto sulla salute ci sarei andata con i piedi di piombo ma si trattava di una semplice domanda sulla sfera sentimentale:

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Il Mistero del Male

Il Mistero del Male

IL MISTERO DEL MALE

Il mistero del male fa parte della nostra quotidianità ma troppo spesso si preferisce non ammetterlo neanche a se stessi. Si sceglie di chiudere gli occhi per comodo, per non essere costretti a vedere la realtà delle cose e non doversi porre un altro genere di problemi. Si cerca di non affrontare ciò che più ci spaventa, senza considerare che, queste, sono solo manifestazioni esteriori di una battaglia che, in realtà, si svolge dentro di noi…perché il mistero più grande e più occulto è l’uomo stesso. (altro…)

4 Aiuti per la nostra Evoluzione Personale

4 Aiuti per la nostra Evoluzione Personale

Istinto, intuito, discernimento e sincronicità: 4 piccoli aiuti per districarci meglio lungo il nostro viaggio.

L’essere umano ha la tendenza a separare la propria vita in compartimenti stagni. La scienza per dimostrare cosa è reale e cosa no, la religione per conoscere la propria parte spirituale, e così per la politica, l’economia e via dicendo. Quando però ci rendiamo conto che la scienza non può spiegare tutto? E che praticare una religione non significa essere onniscienti? Quando prendiamo le giuste distanze da queste realtà così importanti e così presenti, come facciamo a trovare la nostra verità? Come possiamo essere certi di seguire davvero noi stessi, di non essere ingannati, condizionati e bloccati dalla paura o da ciò in cui credono gli altri? E chi ci assicura che sia sempre e comunque la maggioranza ad avere la risposta giusta? (altro…)

IL SENSO DELLA RELIGIONE

IL SENSO DELLA RELIGIONE

Religione e Spiritualità: due vie complementari ma che, non necessariamente, camminano a braccetto. Due argomenti complessi da trattare ma assolutamente inevitabili da affrontare. Religione non è sinonimo di spiritualità ma siamo talmente abituati a considerare la nostra vita spirituale legata alla pratica di una religione che, quando cerchiamo di guardare oltre, le nostre credenze e la nostra fede sono le prime ad essere messe in discussione e, di conseguenza, a metterci in crisi.

Buddha paragona la religione alla barca che serve per attraversare il fiume. Quando è servita allo scopo, va messa da parte e lasciata,

perché portarla con se servirebbe soltanto ad appesantire il cammino.

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Le 4 Fasi della Ricerca Spirituale

Le 4 Fasi della Ricerca Spirituale

Le 4 fasi della ricerca spirituale

Il cambiamento è un tasto dolente per molti di noi ma è all’ordine del giorno durante un cammino di ricerca, di qualunque ricerca si tratti. Inizialmente si può avere la sensazione che coinvolga semplicemente le piccole cose intorno a noi: ciò che facciamo quotidianamente e ciò che pensiamo delle persone che ci circondano. Senza accorgerci che, in realtà, stiamo affrontando un cambiamento molto più significativo. Durante la nostra ricerca spirituale, haimè, si vivono varie fasi, caratterizzate dai passaggi della nostra evoluzione personale. Fasi amichevolmente denominate meraviglia, doccia fredda, ricerca e realtà.

FASE MERAVIGLIA

La prima fase è quella più deleteria e più difficile da superare: alcuni, infatti, non ne escono mai. Dopo aver mosso i primi passi su questo nuovo sentiero, ci si ritrova a guardare tutto con occhi nuovi. Tutto ci appare meraviglioso. Davanti a noi sembra aprirsi, un mondo parallelo dove tutti, apparentemente, hanno già capito chi sono. Tutti sorridono e predicano amore, luce e campi di fiori. La vita diventa bella, facile e luminosa. Si ha l’impressione di vedere ogni cosa per la prima volta. E’ come camminare per la strada con delle lenti tutte rosa! Tutti ti riempiono di abbracci, consigli e complimenti, e sono tutti talmente melensi che mentre li ascolti ti si alza la glicemia. Un mondo che non ti permette di essere triste, a meno che non ti piaccia sentirti ripetere continuamente – sorridi che la vita è bella! – ma vaffa….

La cosa importante però è uscire da questa fase in cui, come ho già detto, alcuni restano intrappolati a tempo indeterminato. Restano convinti che la vera scoperta sia di accettare, e divenire consapevoli che oltre ci sia molto di più. Ostinati al punto da rimanere attaccati all’idea falsata di un mondo meraviglioso in cui amore e gioia sono sempre a nostra disposizione. Sottintendendo ovviamente che quando siamo sfigati e non ne infiliamo una giusta, sia solo e comunque colpa nostra. Un mondo in cui la vita è bella e tutto può diventare facile facendo un sorriso e pensando positivo. Oppure chiedendo aiuto ai nostri angeli custodi e credendo che la nostra realtà si possa cambiare con un semplice schiocco di dita.

Ma questi su che pianeta vivono?

Non fraintendetemi, io sono estremamente positiva e convinta che ci sia un perchè per ogni esperienza che viviamo, bella o brutta che sia. Credo che ognuno di noi abbia in sé la forza e la capacità di trasformare le sfide in un occasione per imparare. E per comprendere che il dolore ci spinge a guardare dentro noi stessi e che questa vita sia solo uno dei tanti viaggi. Ma, a chi si scontra quotidianamente con realtà piuttosto tragiche e dolorose, non puoi propinare una frase fatta del tipo sorridi che la vita ti sorride. Anche se a volte, dietro l’angolo, c’è una sorpresa meravigliosa che aspetta proprio te.

FASE DOCCIA FREDDA

Poi, in teoria, torniamo coi piedi per terra ed esci dalla fase trallallà. Per me è stato abbastanza traumatico, soprattutto quando mi sono resa conto che la realtà spirituale è ben diversa da come te la stanno vendendo. Se il virus della fase meraviglia non ci ha contagiato del tutto, dopo un breve periodo di necessaria disillusione, ci ritroveremo davanti a 2 possibilità. La prima è abbandonare completamente la nostra ricerca, convinti che le persone spirituali siano semplicemente fanatiche della new-age. La seconda opzione sarà quella di entrare nella fase successiva.

E dopo aver perso lo stato di euforia e invincibilità, vissuto nella prima fase, si cambia personalità. Ci si trasforma in persone prudenti, riservate quel tanto che basta per non apparire troppo strane agli occhi degli altri. A volte ci si sforza di essere scettici e razionali, mentre altre si ha più paura di quanta se ne voglia ammettere. Ma andiamo avanti. Vuoi per curiosità, vuoi per dimostrare in qualche modo di avere ragione o perchè ne abbiamo bisogno per trovare le risposte alle domande che ci assillano. Noi andiamo avanti. Cercando di raggiungere i nostri obbiettivi anche quando non ci sono del tutto chiari.

FASE RICERCA

Con il cambio di atteggiamento sarà inevitabile cambiare anche il nostro modo di approcciarci alle persone e alle cose spirituali. È la fase in cui iniziamo seriamente a cercare la nostra verità. In cui cerchiamo le risposte alle nostre domande e le prove che, ciò che stiamo vivendo, possa far parte di una qualche realtà dimostrabile.

A volte siamo fortunati e incontriamo persone che hanno vissuto le nostre stesse esperienze o che hanno proprio le risposte che stiamo cercando. Ed è a questo punto che le cose diventano più difficili da gestire e i cambiamenti interiori diventano visibili anche all’esterno. La nostra realtà inizia a cambiare costringendoci, spesso, a fare delle scelte e ad accettare cambiamenti che in una situazione diversa non avremmo mai pensato di fare.

LA DESTABILIZZAZIONE DEL CAMBIAMENTO

Non posso parlare per tutti, ovviamente, ma per coloro che vivono un cambiamento interiore più profondo, la situazione diventa complicata anche all’esterno. Alcuni si sentono inadeguati e incompresi persino all’interno della propria famiglia. Altri vengono derisi e allontanati dagli stessi amici. Altri ancora, sono costretti ad abbandonare la pratica della propria religione, e la frequentazione della propria chiesa, per poter continuare la propria ricerca senza essere costantemente giudicati. Se appartenete a una di queste fasce non protette, non abbattetevi perchè una delle fasi più difficili è rendersi conto che, molte delle persone accanto a noi non sono interessate al nostro percorso. Così come al nostro cambiamento, alle nostre paure, al nostro entusiasmo e al nostro bisogno di parlare con qualcuno di quanto stiamo vivendo. Molte di loro ne saranno addirittura spaventate ma, se davvero state cercando la “vostra” verità, imparate a non tradire mai voi stessi.

Affrontatevi fino a quando non sarete sicuri di poter affermare di aver fatto, profondamente, la vostra conoscenza. Cercate la vostra vera motivazione, il vostro scopo e la passione che vi spinge ad andare avanti nonostante le batoste della vita. La saggezza, la consapevolezza e la sicurezza in se stessi non ci esentano dalle difficoltà e dalle sfide. Ci regalano però quelle certezze interiori che ci permettono di vedere la parte brutta della vita con occhi diversi. Non ci esentano dal cadere ma cancellano la paura di non riuscire a rialzarsi. Non ci donano la visione di ciò che sarà ma ci permettono di avere fede in noi stessi, nelle energie che ci circondano e nel raggiungimento delle nostre mete, qualunque sarà la strada da percorrere.

Vivere la realtà

Queste sono le certezze interiori che, una volta ritrovate, nessuno avrà il potere di scalfire. Sono intoccabili perchè sono dentro di noi, e creano un ponte fra il mondo materiale e quello spirituale. Ci permettendoci di radicarci in modo sicuro a questa vita mantenendo la leggerezza spirituale necessaria ad alimentare la nostra consapevolezza e a riscoprire la saggezza dimenticata. Per chi vive e affronta realtà diverse, e chi ha una particolare sensibilità alle energie, i cambiamenti saranno molto profondi. In ogni caso, per tutti, la terza fase rappresenta il trampolino di lancio verso un cammino del tutto personale. Da questo momento ognuno di noi avrà una percezione diversa di se stesso e della propria realtà. Comprenderà le prime verità relative al proprio percorso e, se sarà fortunato, otterrà le prime risposte alle mille domande che lo assillano.

La visione della vita si allargherà, la consapevolezza aumenterà e noi inizieremo a scremare le informazioni inappropriate. Abbandoneremo i condizionamenti che non fanno più parte di noi e che non sono utili alla nostra evoluzione personale. Il cambiamento è difficile e destabilizzante per la maggior parte di noi, ma quando si comincia a cambiare dentro, è inevitabile che accada anche fuori. Non dimentichiamo che per evolvere il movimento è assolutamente necessario. In molte realtà la stabilità ottenuta può apparire appropriata e rassicurante. A volte invece, non ci si accorge – o si fa finta di non vedere – che la situazione, più che rassicurante è diventata stagnante. Il dramma è che più le energie sono ferme più il cambiamento ci sembra inaffrontabile.

Affrontare il cambiamento

In alcuni casi l’evoluzione interiore sarà talmente veloce e importante che le persone vicine a noi non potranno evitare di accorgersene e ognuna di loro avrà reazioni diverse. Alcune faranno finta di niente ed eviteranno a vita il discorso, altre si arrabbieranno, tutte ci giudicheranno. Molte potrebbero scegliere di allontanarsi per la loro difficoltà ad accettare il nostro cambiamento. E poche ci seguiranno e vorranno conoscerci veramente. Ognuna di loro avrà fatto parte della nostra crescita ma solo poche faranno parte della nostra nuova fase di vita. È così che funziona.

In altri casi saremo proprio noi a desiderare di mollare tutto. Nei momenti più difficili potremmo anche avere l’impulso di convincerci che tutto quello che stiamo cercando e vivendo non esiste. In fondo la realtà è quella materiale e tangibile del nostro quotidiano e tutti quelli che ci considerano dei visionari potrebbero anche avere ragione. Potremmo addirittura mollare per qualche tempo e, questa pausa, molto probabilmente ci aiuterà semplicemente a ritrovare il nostro equilibrio. Poi, accadrà qualcosa che ci riporterà immediatamente sulla strada della nostra ricerca.

FASE REALTÀ

Questa è una fase dai labili confini perchè la fase ricerca si insinuerà finché avremo il desiderio di conoscere ed evolvere. E’ una fase a cui non arriveremo tutti perchè molti troveranno la propria realizzazione durante la fase meraviglia. Altri invece si fermeranno alla fase ricerca sentendosi paghi delle risposte ottenute fino a quel momento. La realtà è una fase che arriva dopo molti anni di cammino, permettendoci di avere una visione d’insieme incredibile. Ci aiuta ad unire tutti (o quasi) i pezzetti del puzzle. È la fase in cui mi trovo io: una realtà vissuta con i piedi per terra e con l’ausilio di tutte le mie capacità e conoscenze. Oltre a un cammino di evoluzione interiore iniziato più di 20 anni fa e una costante spinta alla ricerca e al cambiamento. Un cambiamento che, in questa fase, si vive come un’espansione di sé stessi.

VIVERE LE FASI

È assolutamente normale vivere certe fasi durante questo tipo di cammino, dopo tutto stiamo cercando di capire chi siamo realmente. Ed è estremamente importante mantenere, o tornare, con i piedi per terra. A volte – e a me è capitato – quando ti trovi ad interagire giornalmente con entità ed energie sottili, tendi a staccarti gradualmente dalla realtà e dalla vita materiale. Questo può diventare pericoloso e sicuramente controproducente, se poi ti trovi anche nella fase trallallà sei proprio fatto! Non dimentichiamoci che viviamo sulla terra, in una realtà più densa e dentro un corpo fisico. Il vero scopo della ricerca spirituale è riuscire a ricordare chi siamo per vivere meglio come entità spirituali in una vita materiale, non di scappare dalla realtà quotidiana.

La buona notizia è che sono proprio queste prime fasi, questi primi passaggi che ci permettono di avere un idea più chiara di chi siamo, di cosa vogliamo e di dove vogliamo andare. Se questa chiarezza non arriva subito, fate come me, proseguite il vostro cammino, imparate ciò che vi serve e ricordate ciò che non vi serve. Alla fine, se non saprete cosa dovete fare avrete almeno un idea di ciò che non dovete e non volete fare. Assumetevi la responsabilità della vostra esistenza ma non giudicatevi, non incolpatevi e abbiate pazienza… anche questo è un modo per crescere.

Il cambiamento comporta delle scelte

Nessuno ha mai detto che tutto questo sia facile. Il rinnovamento comporta necessariamente delle scelte, implica uno sforzo da parte nostra, ci vuole intenzione e responsabilità. Se però assecondiamo il movimento, piuttosto che contrastarlo, potremo scorgere davanti a noi nuove strade e nuove possibilità. Ricordiamoci sempre che tutto, intorno a noi, segue un movimento costante verso l’evoluzione e dubito che esista un sostegno migliore dell’Universo stesso! Per molti di noi, tutto comincia quando iniziamo a porci le classiche domande esistenziali chi siamo noi? – dove andiamo dopo la morte? – perchè siamo nati?. Per alcuni diventa una ricerca necessaria, una meta da raggiungere, uno scopo di vita, mentre altri, molto più semplicemente, non si porranno mai nemmeno il problema.

Questo percorso di ricerca non è sempre facile da seguire e quasi mai ci conduce dove pensiamo di andare. Alcuni sono assolutamente impreparati ad affrontare le proprie paure e altri non sono pronti ad accettare le eventuali risposte… ma ci proviamo comunque. Lo facciamo perchè qualcosa dentro di noi ci spinge a cercare la verità su ciò che nemmeno noi, a volte, comprendiamo. Perché sentiamo la necessità di dare un senso alla nostra esistenza. Perché anche quando la nostra vita sembra perfetta ci sorprendiamo a domandarci – è tutto qui? –. Perché siamo affascinati da ciò che non conosciamo anche se non sappiamo esattamente di cosa si tratti e sottovalutiamo, troppo spesso, che se vogliamo conoscere nuove verità, dovremmo saper accettare anche nuove risposte.

Queste sono le fasi che ho vissuto personalmente, voi ne avete altre da aggiungere?

Il Risveglio alla Spiritualità

Il Risveglio alla Spiritualità

Chi siamo noi? Perché siamo nati? Cosa ci facciamo qui? La nostra vita si riduce al semplice atto di nascere, lavorare, invecchiare e morire o tutto questo caos esistenziale nasconde davvero un significato più grande?
Così è iniziato tutto per me, ma se state leggendo queste pagine, forse, qualche domanda ve la siete posta anche voi.

Qualunque sia la ragione, sempre più persone iniziano a domandarsi «è tutto qui?» e sentono il bisogno di “afferrare” ciò che non conoscono, di comprendere ciò che la “ragione” non può spiegare e di trovare risposte diverse da quelle che gli sono già state date. Non è una ricerca facile, né tanto meno veloce, ma è estremamente interessante e rivelatrice perchè cercare di capire chi siamo noi, ci porta inevitabilmente a percepire in modo più profondo tutto ciò che ci circonda. Nonostante la mia ricerca sia iniziata per comprendere meglio una sola di queste realtà, la vera scoperta è stata riuscire ad intuire la visione d’insieme di tutte le altre, di come tutto sia collegato ed esista per uno scopo preciso e di come noi siamo sempre al centro di tutto e responsabili di ogni cosa.

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Scrittura Automatica: Comunicare con gli Spiriti

Scrittura Automatica: Comunicare con gli Spiriti

Scrittura automatica: è davvero una buona idea?

E’ davvero una buona idea parlare con i defunti? Recentemente ho letto, nella rubrica di un mensile, la risposta di un “esperto del paranormale” ad una lettrice in difficoltà per la morte del marito. In breve, la lettrice confessava di sentire talmente tanto la mancanza del marito, scomparso ormai da tre anni, da parlare con lui in ogni momento della giornata. La lettrice chiedeva, ovviamente, se ci fosse un modo per stabilire un dialogo reale con lui.
L’esperto in questione ha risposto che non solo è possibile, ma ci sono varie tecniche che sembrano essere di aiuto. Il primo consiglio è stato di rivolgersi a un medium o a un sensitivo – ovviamente di comprovata serietà – e, in seguito, di provare lei stessa attraverso la tecnica della scrittura automatica.

Cosa dire. Quando leggo certi “consigli” mi si drizzano i capelli sulla testa!

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Spiritualità: l’inizio del cammino

Spiritualità: l’inizio del cammino

Spitualità: l’inizio del cammino

Generalmente, quando iniziamo a porci delle domande, la ricerca interiore è già stata intrapresa ma invece di chiederci come, dovremmo piuttosto domandarci perchè.
Quali sono i motivi che ci spingono? Può essere a causa di una malattia che non riusciamo a debellare, per la morte di una persona cara che non riusciamo a superare, per colpa di una vocina interiore che, imperterrita, continua a domandare, oppure, a volte, perchè ci si sveglia una mattina consapevoli di avere la necessità di dare un senso diverso alla propria vita, di avere bisogno di un motivo più profondo per andare avanti, perchè anche se apparentemente crediamo di avere tutto – famiglia, lavoro e salute – avvertiamo la mancanza di qualcosa che spesso non riusciamo a definire e che ci rende insofferenti, inquieti, insoddisfatti di noi stessi e della nostra vita e che non ci permette di sentirci felici come dovremmo.

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3 Motivi per avere Paura di Sapere

3 Motivi per avere Paura di Sapere

HAI PAURA DI SAPERE?

Se l’occulto ti spaventa a morte e se ti accadono eventi paranormali ma hai troppa paura di sapere di cosa si tratti. Se hai bisogno di condividere la tua esperienza, ricevere consigli o confrontarti con altre persone nella stessa situazione, allora, sei sul blog giusto.

Diciamoci la verità! Quando ci ritroviamo ad affrontare situazioni legate a questo mondo sconosciuto o quando siamo perseguitati, nostro malgrado, da entità o energie negative, ci serve ben più che andare a curiosare sui siti web che trattano l’argomento… ci serve aiuto.

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