Spitualità: l’inizio del cammino

Generalmente, quando iniziamo a porci delle domande, la ricerca interiore è già stata intrapresa ma invece di chiederci come, dovremmo piuttosto domandarci perchè.
Quali sono i motivi che ci spingono? Può essere a causa di una malattia che non riusciamo a debellare, per la morte di una persona cara che non riusciamo a superare, per colpa di una vocina interiore che, imperterrita, continua a domandare, oppure, a volte, perchè ci si sveglia una mattina consapevoli di avere la necessità di dare un senso diverso alla propria vita, di avere bisogno di un motivo più profondo per andare avanti, perchè anche se apparentemente crediamo di avere tutto – famiglia, lavoro e salute – avvertiamo la mancanza di qualcosa che spesso non riusciamo a definire e che ci rende insofferenti, inquieti, insoddisfatti di noi stessi e della nostra vita e che non ci permette di sentirci felici come dovremmo.

DOMANDE ESISTENZIALI: UN DISAGIO DA AFFRONTARE

Il non riuscire a comprendere cosa ci stia accadendo ci spinge a fare domande, e quando ci accorgiamo che le risposte al nostro malessere non possono essere trovate all’esterno di noi, rivolgiamo la nostra attenzione all’interno, ed è lì che si trova la nostra verità, è così che comincia la nostra vera ricerca ed è così che diamo il permesso a noi stessi di cambiare. Evitare, o non capire, di dover assecondare questa ricerca interiore, ci può portare ad affrontare conseguenze molto più gravi, e continuare a ritardare l’incontro con noi stessi contribuisce solo a peggiorare la condizione di disagio che già ci appartiene.

TUTTO DIPENDE DA NOI

Il problema più grande, nelle questioni di ordine spirituale e nelle crisi esistenziali, è che tutto dipende esclusivamente da noi e, nonostante l’appoggio della famiglia e delle persone care che ci circondano, noi, siamo gli unici in grado di dare il permesso a quel click interiore di scattare, gli unici a poter davvero cambiare la nostra situazione, gli unici a poter decidere di accettare una realtà diversa da quelle che fino ad ora abbiamo avuto occasione di incontrare, e gli unici a poter aprire la nostra mente a tal punto da riuscire a intuire verità fino a quel momento impensabili, incomprensibili e lontane da noi anni luce.
Purtroppo, questo è un processo tutt’altro che semplice e lasciarsi andare, per seguire ciò di cui abbiamo bisogno piuttosto che ciò che dobbiamo, richiede uno sforzo non indifferente.

Ancora più difficile è incontrare persone alla disperata ricerca di una risposta al loro malessere interiore e non poterle aiutare perchè non sono pronte ad accettare realtà diverse dalla propria: quando un uomo, che ha affrontato e vinto la tossicodipendenza, nonostante l’abbandono da parte della famiglia, che si è realizzato aprendo una sua attività e creato una stabilità affettiva grazie alla moglie e ai figli, si domanda perchè si sente a disagio e depresso, perchè ha la costante sensazione che gli manchi qualcosa quando dovrebbe sentirsi l’uomo più fortunato della terra, e perchè si sente in colpa per la felicità che non prova, è difficile spiegargli che tutto ciò che ha vissuto era necessario per portarlo fino a quell’unico momento, al momento in cui si sarebbe chiesto cosa c’è di più, e che tutti gli sforzi, il dolore, le difficoltà e le sfide non lo avrebbero portato ad una ricompensa finale ma ad un nuovo inizio, una nuova strada da percorrere, nuove sfide da affrontare.
Non sempre è facile accettare che tutto ciò che viviamo sia in relazione alla nostra crescita interiore e, come tutti sappiamo, la spiritualità non affonda certo le sue radici nella materialità del quotidiano!
Come ho già detto, nonostante una persona si trovi in una situazione limite, ha ancora a disposizione il suo libero arbitrio e dipende sempre da noi se scegliere di cercare oltre o decidere di restare fermi sopportando le conseguenze, qualunque esse siano. Nessuno ha mai detto che sia facile e
cercare dentro noi stessi ci obbliga a rimettere in discussione tutte quelle certezze e quelle regole che, apparentemente, ci permettono di gestire la nostra vita, e a cui siamo tanto abituati, proprio perchè il mondo spirituale non ha regole, non ha limiti e non ha restrizioni ma solo una grande capacità di spintonarti verso l’evoluzione, a costo di rivoluzionare completamente la tua esistenza per toglierti tutte le false certezze accumulate e fartene conquistare altre ben più stabili.

Ma cosa ci spinge ad abbandonare una vita tranquilla, nel benessere materiale – magari proprio quel benessere che abbiamo faticato tanto ad ottenere – la quotidianità e l’approvazione sociale, per rimettere tutto in discussione? Chi ci obbliga ad abbandonare le nostre certezze per seguire una strada di cui non conosciamo né il percorso né il punto d’arrivo?
Nessuno tranne noi stessi.

La maggior parte delle persone continuerà a vivere la sua quotidianità e, probabilmente, non si renderà mai nemmeno conto che esistono realtà differenti; altre impareranno a convivere con il proprio malessere e rimarranno bloccate in una vita di disagio interiore perchè, per loro, sarà più facile che affrontare le proprie paure; altre ancora non riusciranno a vedere la scelta e, piano piano, senza accorgersene, si ritroveranno intrappolati nel labirinto della depressione senza riuscire a comprenderne i motivi e, altri, cercheranno altre vie di fuga da una realtà che non comprendono, altri modi per zittire una voce interiore che ti urla «perchè? Perché mi sento diverso dagli altri? Perché mi succede tutto questo? Cosa c’ é che non va in me?» a volte cedendo a dipendenze fisiche ed emotive.

Per alcuni sarà “naturale” mentre per altri sarà devastante e, in ogni caso, sarà un percorso faticoso e sarà influenzato dal proprio carattere, delle esperienze vissute, dai condizionamenti sociali e familiari, dalle proprie attitudini, dalle sfide e dal personale grado di evoluzione, che cambierà durante il nostro cammino.
Assecondare l’ esigenza di dare un significato alla nostra esistenza ci porta automaticamente al “via” del nostro viaggio. Il modo in cui facciamo il primo passo perde la sua importanza perchè il modo in cui cerchiamo le risposte alle nostre domande è qualcosa di strettamente personale e, ognuno di noi, può solo assecondare se stesso seguendo il proprio istinto e creando così il percorso più appropriato alla propria realtà, per questo
ci sono mille strade diverse da seguire.

Sembra incredibile ma quando si decide di riscoprire la nostra parte spirituale, gli eventi cominciano a muoversi per farci incontrare casualmente persone che hanno le risposte che cerchiamo o che cercano ciò che cerchiamo noi, e si manifestano coincidenze che ci portano esattamente nel posto giusto al momento giusto, anche se spesso non ce ne accorgiamo.

CI SONO MOLTI SENTIERI CHE PORTANO ALLO STESSO POSTO

Uno dei problemi, quando si parla di ricerca spirituale, è che si va ben oltre le strutture religiose e non esiste un manuale da seguire, non sempre si trovano libri adeguati e le persone che stanno cercando di capire cosa è vero e cosa no, si trovano in balia di una miriade di informazioni non sempre appropriate ed è difficile non rimanerne condizionati, come è difficile scegliere solo ciò che è giusto per noi, soprattutto all’inizio. La parte bella è che non esiste un percorso più giusto di un altro e che si può arrivare alle stesse conclusioni e allo stesso livello di consapevolezza anche seguendo strade differenti e facendo esperienze del tutto diverse.

Alcuni si concentrano esclusivamente sul loro riequilibrio interiore dedicandosi alla meditazione, allo yoga e a diverse pratiche energetiche, altri sentono il bisogno di dedicarsi alla loro interiorità appagando la loro curiosità intellettuale leggendo libri di ogni genere, partecipando a corsi e cercando uno scambio diretto grazie ad associazioni che svolgono attività di loro interesse e, altri ancora, si ritrovano personalmente ad affrontare situazioni o eventi che li aiutano ad evolvere grazie all’esperienza diretta.
Una buona parte rallenta, o ferma, la propria ricerca poco dopo averla iniziata perché le informazioni e le risposte ottenute sono sufficienti ad appagarla e a mostrarle la direzione da seguire, mentre un’ altra parte non riesce a smettere di cercare, domandare e imparare.
Non c’è una regola, ognuno ha talenti diversi, motivazioni diverse e, soprattutto, scopi diversi e la prima lezione che io ho imparato è stata di fidarmi di me stessa, delle mie sensazioni e intuizioni. É altrettanto fondamentale imparare a conoscersi e assecondare ciò che ci fa stare bene, che ci fa stare in pace, rispettando i percorsi degli altri. Ci sono vari livelli di consapevolezza, vari percorsi da seguire, diversi insegnanti e insegnamenti, ognuno dei quali andrebbe rispettato, o tollerato, a seconda dei casi: potremmo incontrare persone che non hanno ancora raggiunto il nostro grado di consapevolezza e che, di conseguenza, non riuscirebbero a comprendere la nostra visione delle cose e, per quanto possa essere meraviglioso insegnare agli altri ciò che noi abbiamo imparato attraverso la nostra esperienza, è ancora più indispensabile comprendere quanto sia importante rispettare i loro percorsi individuali assecondando le loro scelte. Non tutti vorranno ascoltare ciò che noi abbiamo da dire! Noi stessi potremmo incontrare qualcuno con più esperienza di noi, con un percorso più lungo alle spalle e con più consapevolezza ma, potremmo scegliere di non ascoltarlo, di non imparare da lui perchè il nostro istinto ci suggerirà che non fa parte della nostra realtà e che non sarebbe una scelta coerente al nostro percorso.
E’ fondamentale, quando ci si addentra in un percorso di crescita personale, rispettare noi stessi seguendo ciò che sentiamo possa aiutarci a capire e che possa insegnarci ciò di cui abbiamo bisogno per accrescere la nostra consapevolezza, perchè
in questo ambito non esistono necessariamente torto o ragione ma solo frammenti di verità in realtà diverse.
La verità di ognuno di noi è relativa al nostro cammino e alla nostra evoluzione spirituale, alle prove che abbiamo scelto di affrontare, alle paure che dobbiamo superare e al nostro grado di consapevolezza ma, il punto di arrivo è lo stesso per tutti, il motivo per cui siamo qui è lo stesso per tutti e l’unica variabile è il percorso personale di ognuno di noi, e non importa quanti cambiamenti una persona dovrà fare, quanto tempo ci metterà o quali insegnamenti avrà bisogno di seguire, ognuno di noi seguirà i passi necessari e appropriati alla propria realtà, e ognuno di noi, seguirà la sua ricerca solo fin quando sentirà giusto farlo.
Altro punto dolente riguarda il modo in cui affrontiamo queste realtà. Viviamo in un mondo in cui percepiamo le cose in modo tridimensionale, per cui tendiamo a considerare verità solo ciò che possiamo toccare, misurare e dimostrare ma, quando entriamo nel sistema delle cose spirituali, allargando così le nostre percezioni, tutte le regole della realtà cambiano e, inevitabilmente, cominciamo a sentirci diversi, permettiamo alla nostra mente di aprirsi ulteriormente, cominciamo ad accettare verità diverse e iniziamo a vedere nuove strade e nuove soluzioni, fino a quel momento sconosciute e impensate.

L’aumento di consapevolezza ci porta inevitabilmente ad un aumento delle nostre percezioni: prima avremo la sensazione, molto lineare, di andare verso l’alto, di aumentare la nostra conoscenza in modo verticale, poi, la sensazione sarà di espansione verso l’esterno, sentiremo di “allargarci” in ogni direzione e di non avere né limiti né confini ed è a questo punto che cominceremo ad avere una visione d’insieme più ampia.
Questo è sicuramente lo scoglio più grande per le menti troppo razionali, per quelle che per credere devono avere delle prove scientifiche e che sono in grado di negare anche ciò che hanno visto con i loro stessi occhi. Questa è la realtà in cui viviamo, una realtà in cui percepiamo solo quattro dimensioni – altezza, larghezza, profondità e tempo – ma quando ci addentriamo in una realtà dove il tempo non esiste e la materia smette di avere confini così solidi e netti, iniziamo ad avere dubbi anche su ciò che la scienza può dimostrare. In fondo, perché dobbiamo considerare reale solo ciò che tutti possono vedere e toccare?
La storia dell’umanità ci insegna che la spiritualità di oggi si fonderà, molto probabilmente, nella scienza di domani e, sempre la storia, ci dimostra quanto noi tendiamo a farci gestire dalla paura e che, generalmente, temiamo tutto ciò che non conosciamo e tutto ciò che non fa parte della nostra “piccola” realtà conosciuta.
Spiritualità e scienza sono due facce della stessa medaglia, semplicemente una spiega il come e l’altra il perchè.
La nostra intenzione di andare oltre ci permette di intraprendere un percorso di conoscenza spirituale, dandoci l’opportunità di rivalutare la nostra esistenza quotidiana, permettendoci di vedere una logica dove prima vedevamo solo caos, di comprendere i perchè delle situazioni intollerabili della nostra vita e di aprirci occhi e mente a nuove soluzioni.
Potremmo comprendere che ci sono una ragione e una visione complessiva della vita molto più ampie di quanto immaginiamo, se solo fossimo disposti ad accettare il cambiamento, ad abbandonare i condizionamenti, a superare i nostri blocchi e a guardare oltre le apparenze.

Questo è stato il mio inizio. Il vostro com’è stato? Siete ancora in cammino o vi siete fermati? Avete trovato la vostra strada, le vostre motivazioni, le risposte alle vostre domande?