Io e la Pranoterapia

In un tempo in cui parlare di olismo e trattamenti energetici sembrava ancora un tabù, ho iniziato la scuola di Bio-Pranoterapia. Era il 2002 e, sinceramente, nemmeno io sapevo con esattezza dove questo corso mi avrebbe portata. In quel momento ero sola con tutte le mie paure, le mie percezioni, i miei dubbi e circondata da energie che non riuscivo nè a capire nè a gestire. Il mio istinto mi ha spinta a fare un salto nel buio e a lanciarmi fiduciosa in un percorso completamente nuovo. Ho pensato che, in qualunque modo fosse andata, avrei comunque fatto un passo avanti rispetto a dove mi trovavo in quel momento… o almeno lo speravo.

Tutto dentro di me gridava che quella potesse essere la via giusta e, alla fine della storia, ho avuto ragione. Pranoterapia è stato solo l’inizio. Quell’input necessario ad aprirmi la mente a nuove possibilità. Un biennio faticoso ma fantastico che mi ha permesso di comprendere un po’ meglio me stessa, le mie capacità e l’infinito mondo occulto che ci circonda e ci accompagna ad ogni nostro passo.

Io e il reiki

Dopo qualche anno, il lavoro con le energie faceva parte del mio quotidiano. Utilizzavo le tecniche pranoterapiche, non solo per i trattamenti su persone e animali, ma anche per riportare l’equilibrio energetico negli ambienti e per interagire con entità ed energie più pesanti. Nonostante i risultati ottenuti, una vocina dentro di me continuava a ripetermi che mancava qualcosa. Pranoterapia è una tecnica antichissima che regala soddisfazioni e risultati ma è, di fatto, molto tecnica.

Ho cercato finchè non ho trovato una disciplina energetica chiamata Reiki. Un metodo di riequilibrio energetico come la Pranopratica ma libero dalla rigida tecnica, aperto a chiunque voglia praticarlo, insomma, il mezzo migliore per l’autoguarigione. A differenza della Pranoterapia, il Reiki offriva – e offre – ad ognuno di noi gli stessi mezzi e le stesse possibilità. Unire i vantaggi di entrambe le discipline mi sembrava la scelta migliore… e lo penso tutt’ora. La semplicità e l’immediatezza del Reiki unita alla tecnica pranoterapica. Vi lascio immaginare i risultati.

percorso

Dal 2002 al 2004 frequento la scuola di Bio-Pranoterapia a Bologna, e conseguo l’esame finale con l’abilitazione alla pratica.

Nel 2007 ricevo l’attivazione al primo livello di Reiki presso un’associazione di Bologna. Non essendo soddisfatta dell’insegnamento, nè tantomeno dell’etica professionale, decido di cambiare immediatamente insegnante.

Dal 2007 al 2008 ricevo le attivazioni ai livelli Shoden, Chuden e Okuden di Reiki Ryoho Hikkei – stile Giapponese – presso il Komyo Reiki Kai Italia.

Dal 2008 al 2010 termino il mio percorso presso la Usui Reiki Italia Kenkyùkai. Partecipo ai seminari di Shoden, Okuden e Shinpiden, ricevendo l’abilitazione all’insegnamento della disciplina Reiki. Approfondisco le mie conoscenze sia sul metodo del lignaggio occidentale sia su quello tradizionale Giapponese. Ricevo anche le attivazioni e il Masterato nel Reiki Kundalini.

io insegnante

Da questo momento inizia la mia ricerca, non solo come praticante Reiki, ma anche come insegnante.

Ho scelto di non appartenere a una scuola in particolare per non essere obbligata a seguire statuto, regole e metodo d’insegnamento. Ho deciso infatti di andare oltre il Reiki come tradizionale disciplina Giapponese e di aggiungere le mie conoscenze sulla pratica in termini energetici. Di fatto Reiki è un termine per indicare l’energia. Un metodo con infinite possibilità e potenziali che non può e non deve essere limitato dall’imposizione di regole rigide.

Ho pensato fosse giusto unire gli insegnamenti dei vari stili, seguendo l’esempio del mio ultimo insegnante.

Ho strutturato il mio corso Shinpiden in modo che l’allievo intraprenda un percorso di consapevolezza e di crescita, prima di diventare Master Reiki. L’insegnamento non è per tutti e un “cattivo” insegnante genera “cattivi” praticanti.

In conclusione, se volete un insegnante che vi “attivi” al Reiki in modo veloce e senza preoccuparsi delle conseguenze… avete sbagliato persona. Il mio compito, qui, è quello di formare al meglio i miei allievi e di metterli in condizione di poter usare, in piena consapevolezza, sicurezza e totale libertà, tutti gli strumenti che saprò donargli.

lignaggio

Cos’è il lignaggio reiki? E’ semplicemente la linea di discendenza tra l’insegnante di reiki e il fondatore della disciplina, Mikao Usui Sensei. Non ritengo sia importante il lignaggio di un praticante, o di un Master, ma per amor di chiarezza, e perchè alcune persone desiderano saperlo, segnalo i miei lignaggi nelle varie discipline Reiki.

Chiariamo che il lignaggio non definisce le capacità energetiche di un reikista ma solo il “pedigree” (come lo definisce il mio ultimo insegnante). Se l’energia del Reiki è pulita e proviene dall’Universo, che importanza ha il lignaggio di chi mi attiva? Preoccupiamoci piuttosto di scegliere un insegnante che sia completo come formazione, che abbia uno stile di vita equilibrato e che sia coerente nella pratica con ciò che insegna nella teoria. Tutto il resto è solo forma senza sostanza.

 

USUI SHIKI RYOHO             (lignaggio occidentale):
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USUI TEATE                                      (stile giapponese):
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KUNDALINI REIKI:
1. lignaggio da Jens Søeborg:
· Ole Gabrielsen
· Jens Søeborg
· Marco Forti
· Patrizia M.

2. lignaggio da Stefan Kammerhofer:
· Ole Gabrielsen
· John Hicks:
· Stefan Kammerhofer
· Marco Forti
· Patrizia M.

KOMYO REIKI (stile giapponese):
· Mikao Usui
· Chujiro Hayashi
· Chiyoko Yamaguchi
· Hyakuten Inamoto
· Chiara Grandi
· Patrizia M.