Chi siamo noi? Perché siamo nati? Cosa ci facciamo qui? La nostra vita si riduce al semplice atto di nascere, lavorare, invecchiare e morire o tutto questo caos esistenziale nasconde davvero un significato più grande?
Così è iniziato tutto per me, ma se state leggendo queste pagine, forse, qualche domanda ve la siete posta anche voi.

Qualunque sia la ragione, sempre più persone iniziano a domandarsi «è tutto qui?» e sentono il bisogno di “afferrare” ciò che non conoscono, di comprendere ciò che la “ragione” non può spiegare e di trovare risposte diverse da quelle che gli sono già state date. Non è una ricerca facile, né tanto meno veloce, ma è estremamente interessante e rivelatrice perchè cercare di capire chi siamo noi, ci porta inevitabilmente a percepire in modo più profondo tutto ciò che ci circonda. Nonostante la mia ricerca sia iniziata per comprendere meglio una sola di queste realtà, la vera scoperta è stata riuscire ad intuire la visione d’insieme di tutte le altre, di come tutto sia collegato ed esista per uno scopo preciso e di come noi siamo sempre al centro di tutto e responsabili di ogni cosa.

LA RICERCA DELL’EQUILIBRIO

Trovare il benessere attraverso la ricerca dell’equilibrio psico-fisico-spirituale

Negli ultimi anni si è iniziato a parlare di spiritualità, evoluzione personale, new-age e nuova coscienza collettiva. In molti hanno portato la loro attenzione su medicine alternative, terapie energetiche e trattamenti più naturali per rispettare maggiormente il proprio corpo e rivalutare così la qualità della propria vita. Fino a qualche anno fa, parlando di benessere psico-fisico, si intendeva un insieme di abitudini consone al raggiungimento o al mantenimento di tale obbiettivo mentre ora, oltre ad un’alimentazione sana e un’attività fisica regolare, è assolutamente usuale inserire pratiche come lo yoga, la meditazione, il tai-chi, il reiki e tutte quelle tecniche mirate al risveglio della nostra energia interiore e ad acquietare il delirio della nostra mente in un mondo caotico, frenetico, materialista e pieno di stress. Ora non ci si limita a parlare di dieta dopo le feste o di palestra prima delle vacanze estive ma si parla di una vera e propria scelta di vita, di un insieme di abitudini che difficilmente abbandoneremo perchè coinvolgono molto più del nostro corpo. Ora si parla di olismo.

Ovviamente coinvolgere la mente in ciò che fin’ora abbiamo fatto solo col fisico, può indubbiamente aiutarci a migliorare il nostro equilibrio ma, è sufficiente per metterci in contatto con la nostra parte interiore? Basta davvero questo a fare di noi persone spirituali?

Questa scelta di vita può indubbiamente migliorare le nostre condizioni psico-fisiche ma, resta comunque un palliativo, è come prendere un analgesico per il mal di testa, il dolore scompare ma il male resta. È certamente un punto di partenza per rimettersi in contatto con noi stessi ma l’unico modo per liberarci da qualunque tipo di dolore e acquietare disagi e sofferenze di cui non riusciamo neanche a comprenderne l’origine, è rimettere ordine dentro noi stessi.

UNA RICERCA NECESSARIA

Rimettere in discussione se stessi per trovare soluzioni che prima non avremmo mai trovato.

Purtroppo, l’equilibrio, la pace e la serenità si raggiungono solo grazie ad un percorso di ricerca in cui si rende necessario rimettere in discussione noi stessi, e tutto ciò in cui crediamo, per trovare e riconoscere, in mezzo al caos, quelle certezze interiori intuibili solo da chi conosce se stesso. Non si tratta solo di affidarsi a terapie naturali, dedicarsi alla meditazione o a tecniche per migliorare la nostra energia vitale, ma di cercare le risposte a domande essenziali alla comprensione di noi stessi e del nostro viaggio.
Tutti abbiamo i nostri dilemmi e tutti lottiamo contro problemi più o meno gravi ma tutti abbiamo la possibilità di comprenderli e risolverli, anche se solo al momento giusto e solo quando saremo pronti per farlo. Intraprendere un cammino di ricerca personale, ci permette di evolvere e di aprire la mente a soluzioni che, prima, sarebbero state impensate, proprio perché prima sarebbe stato impossibile vedere oltre: lo scetticismo e la paura avrebbero avuto la meglio su di noi e l’unico risultato sarebbe stato di continuare a negare, negare sempre, anche l’evidenza.

LA SPIRITUALITÀ’ RAZIONALE

Essere spirituali non signica essere irrazionali con la testa fra le nuvole.

Tutti possiamo intraprendere questo percorso e ognuno di noi ha in sé il potenziale per aumentare la propria consapevolezza, anche se spesso confondiamo la “persona spirituale” con l’immagine stereotipata di alcuni “maestri” o “guru” che fin’ora hanno avuto il compito e il privilegio di indicare la via alle grandi masse e, ancora più spesso, ci conformiamo all’idea collettiva che chi segue un certo tipo di percorso viva necessariamente con la testa fra le nuvole.
Ma chi ha detto che le persone spirituali non possano essere anche pratiche, razionali e con i piedi ben piantati per terra?
La spiritualità non è una qualità o un difetto caratteriale, non la si prende per contagio come se fosse un virus e non è una moda new-age ma è un viaggio all’interno di noi stessi che inizia per motivi assolutamente personali. Può rappresentare una fase della nostra vita o diventare la nostra quotidianità ma resta comunque qualcosa di privato, qualcosa a cui solo noi possiamo dare inizio. Una ricerca interiore per poter comprendere meglio l’esterno e che ci porta ad una crescita personale con lo scopo di avere una visione più ampia della vita, una maggiore consapevolezza per riconoscere chi siamo, perchè siamo qui, per poter vedere più chiaramente la realtà che ci circonda e per riuscire, finalmente, ad afferrare il senso di ciò che affrontiamo ogni giorno. Viviamo, infatti, nell’illusione di conoscere la realtà che ci circonda ignorando, invece, che è solo ciò che ci permettiamo di vedere, e solo l’aumento di consapevolezza ci offre la possibilità di scorgere la realtà delle cose e di liberarci da catene come i preconcetti, il conformismo, l’orgoglio, i cerebralismi, gli interessi materiali e da tutto ciò che ci blocca e ci impoverisce, preparandoci ad accogliere una realtà molto più ampia. È come vivere sotto una campana fatta di centinaia di veli, uno sopra l’altro, e ogni passo che compiamo verso la nostra evoluzione, ogni frammento di consapevolezza che riusciamo ad accendere, ci permette di assottigliare questa campana togliendo i veli uno ad uno, consentendo alla luce di arrivare a noi e a noi di vedere oltre.

INTERROGATIVI E INSOFFERENZA

La sofferenza ci spinge spesso a porci domande e a cercare le risposte.

Quando ci sentiamo pronti per intraprendere questo tipo di cammino, significa che ci stiamo risvegliando e che ci troviamo in un momento molto delicato della nostra vita. Iniziamo a porci interrogativi che non ci danno tregua e che ci portano, quasi inevitabilmente, ad affrontare dure crisi esistenziali, così difficili da gestire proprio perché implicano l’inevitabile crollo di molti dei nostri idoli, perchè ci si sente mancare la terra sotto i piedi e si avverte l’insufficienza e l’incoerenza di ciò che, fino a quel momento, si era ritenuto importante per la nostra esistenza. Ma è proprio questa insofferenza che ci da un calcio nel sedere spingendoci verso l’evoluzione, perchè si inizia a cercare oltre dove aggrapparsi, per sostenersi.
Il processo di evoluzione implica sempre uno stato di sofferenza portato dal lavoro interiore necessario e da un continuo stato di cambiamento e, lo stato di insicurezza che lo accompagna, deriva dal semplice fatto che non si è ancora trovato l’ancoraggio più saldo, se stessi, ma come ho già detto è proprio questo stato di sofferenza che ci spinge verso la nostra verità.

LE 2 FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

L’integrazione necessaria fra la parte materiale e qualla spirituale.

Immaginate di avere una medaglia d’oro, da un lato c’è la vostra vita materiale – il lavoro, la famiglia, gli amici, i vostri problemi, insomma, tutto quello che vivete nella quotidianità – dall’altro lato c’è tutto ciò che riguarda la vostra spiritualità – i vostri pensieri, sentimenti, cambiamenti interiori, le intuizioni, l’istinto, la vostra fede e tutto ciò che ritenete spirituale – ma essendo una medaglia con due facce, per riuscire a vedere un lato di voi dovete, per forza, tenere nascosto l’altro. È così che siamo abituati ad essere considerati, o in un modo o nell’altro, e chi vive troppo nella razionalità, nella materialità, non può raggiungere le verità dell’intelletto, e chi è troppo spirituale non riesce a vivere bene in un mondo materiale.

E se un bel giorno la vostra medaglia venisse fusa? Se da una medaglia piatta faceste nascere una bella sfera? Le due facce sarebbero mescolate l’una all’altra per formare una sola cosa, una sola persona, e voi potreste vivere la vostra quotidianità mostrando e sfruttando entrambe le “risorse”, applicando le vostre capacità intellettive e intuitive a situazioni pratiche e materiali.

Questo è ciò che ci promette un percorso interiore: l’integrazione fra le due parti, e quando riusciamo a mettere in collegamento la nostra parte mentale e pratica con quella emotiva e spirituale, non ci trasformiamo in esseri strani con poteri soprannaturali, e non ci cresce una targa sulla fronte con scritto io sono diverso ma diventiamo semplicemente più consapevoli, più saggi e più completi.

I passaggi per arrivare a questa nostra completezza sono, ovviamente, lunghi e faticosi e quando si parla di spiritualità e di interiorità, il primo posto dove si cercano risposte e certezze è nella religione in cui crediamo. Ovviamente, quando si parla di fede cominciamo a scavare proprio dentro noi stessi, ed è a questo punto che iniziamo seriamente a valutare la coerenza tra le informazioni ricevute dall’esterno, i condizionamenti familiari e ciò che sentiamo davvero essere giusto e appropriato per noi. E’ quando iniziamo a porci delle domande che noi cominciamo realmente questo percorso così delicato, rivelatore e straordinario, all’interno di noi stessi.

Voi credete nell’evoluzione spirituale? Le vostre credenze vi hanno ostcolato o rafforzato in questo tipo di percorso? Avete trovato il vostro equilibrio fra materia e spiritualità?