Il fantasma del bagno

Vi è mai capitato di aiutare delle persone o delle entità durante la notte, in sogno? Ovviamente parlo di aiuto energetico. Sono passati 16 anni dall’incontro col fantasma del bagno ma alcune esperienze non si dimenticano mai.

All’inizio del 2002 vivevo ancora con la mia famiglia – genitori e sorellina – ed era un periodo in cui tutte le mie percezioni e sensazioni sembravano essersi acuite. Ricordo che a quei tempi attendevo con trepidazione il venerdì perchè potevo dedicare la notte a uno dei mie hobby preferiti: i film (bei tempi!). Adoravo il venerdì e la notte dedicata alla visione dei miei film preferiti. Rientravo verso la mezzanotte e mi chiudevo in salotto fin quasi all’alba, mentre tutta la casa dormiva. Era un momento tutto mio e mi aiutava a rigenerarmi da una settimana di lavoro, dagli impegni e da tutti i pensieri che potevo avere in quel momento. Poi qualcosa cambiò e io iniziai ad avere paura.

Una presenza in bagno

In teoria nella casa non c’era nulla di diverso, nulla che non ci fosse anche prima, ma io stavo cambiando. iniziavo a percepire cose che fino a qualche mese prima non pensavo neanche potessero esistere (o almeno non in casa mia) e ne avevo paura ogni giorno di più. Fra i vari incontri, fu particolarmente rilevante quello con il fantasma del bagno, come lo chiamo io. Per diverse settimane, entrando in bagno mi sentii osservata – e credetemi quando vi dico che non è affatto piacevole – e in un paio di occasioni, sotto la doccia, avvertii persino il classico formicolio da contatto lungo la schiena. In quel periodo mi accadevano  cose “strane” delle quali non parlavo con nessuno, cose che mi preoccupavano e che iniziavano a farmi sentire paranoica.

Una sera però, mia mamma mi confidò di provare le stesse sensazioni. Fra le tante, mi disse di essersi sentita persino tirare la maglia mentre era intenta a lavare i piatti. Successivamente trovai il coraggio per chiedere anche al resto della mia famiglia, scoprendo che anche mia sorella e mio padre si sentivano osservati, soprattutto in bagno e in cucina. Ormai eravamo tutti convinti che in casa ci fosse una qualche entità. Inizialmente ipotizzammo la presenza del nonno, morto proprio in quella cucina qualche anno prima, ma se fosse stato davvero lui perchè provare tanto disagio e paura?

Cacciata da casa mia

La situazione peggiorava di giorno in giorno: mia madre si sentiva chiamare durante la notte dalle nostre voci (mia e di mia sorella), mio padre andava in bagno lasciando la porta aperta e io e mia sorella, in bagno di notte, non ci andavamo proprio! Una mattina, mentre mi truccavo per andare al lavoro, davanti allo specchio del bagno la paura mi assalì all’improvviso, fino ad esplodere. Sentii il bisogno impellente di uscire di casa, di corsa. Mi sentii quasi minacciata e non era affatto giusto, dopotutto era casa mia. Realizzai che era arrivato il momento di fare qualcosa per risolvere la situazione. Una delle sere successive, stanca di sentirmi cacciata da casa, entrai in bagno chiudendo la porta dietro di me.

Senza pensarci troppo, mi lanciai in un lungo monologo per rassicurare l’entità, chiunque fosse. Avrei cercato di aiutarla con tutti i mezzi a mia disposizione. Ero soddisfatta di me stessa anche se il problema grosso era capire come farlo! Rientrando in cucina, un improvviso giramento di testa mi fece barcollare, tanto da permettere al al frigorifero di sorreggermi. Avvertii una sensazione di disagio, non spiacevole come quell’attimo che precede lo svenimento, ero cosciente e perfettamente in equilibrio. Sentivo semplicemente la testa leggera, come se galleggiassi nel vuoto. Lì per lì non gli diedi il giusto peso, ma nel corso della serata provai la stessa sensazione altre due volte, persino mentre ero seduta sul divano. Allora capii che non erano capogiri, non dipendevano dal mio stato, ma da una qualche entità che mi stava letteralmente attraversando. Forse avevo attirato l’attenzione del fantasma del bagno.

Il primo contatto

La conferma arrivò durante la notte, quando io e mia sorella sognammo una giovane ragazza mora che chiedeva aiuto. Il sogno di mia sorella fu molto preciso e ricco di particolari e mi raccontò di una ragazza in abito lungo, completamente bagnata. Le disse di essere stata assassinata a 15 anni dal suo anziano sposo: annegata nel canale che scorreva sotto al palazzo in cui vivevano, collegato al fiume poco distante. Meravigliata dai dettagli quasi identici dei nostri sogni e rincuorata dall’aver dato un volto al misterioso fantasma, non fu difficile unire i puntini della storia. Abitavamo infatti in una zona a poche centinaia di metri dal fiume Reno, in una città famosa per i suoi canali e corsi d’acqua sotterranei. La stessa zona, nei secoli precedenti, aveva ospitato torri e castelli. In un tempo in cui i matrimoni combinati fra ragazze giovanissime e ricchi anziani erano all’ordine del giorno.

L’incontro col fantasma del bagno

La “svolta del caso” avvenne una notte di fine marzo dopo aver avuto la brillante idea di chiedere alla ragazza del bagno cosa potessi fare per aiutarla. Appena raggiunsi lo stato di dormiveglia mi trovai davanti a una casa enorme, in pietra, con un grande portone doppio, ad arco, in legno e ferro. Ero accompagnata da una sorta di guida e appena entrammo nell’edificio le chiesi: cosa siamo venuti a fare qui? – e lui rispose sei qui per dare energia, per aiutare qualcuno – . Una scala in pietra correva lungo la parete sinistra del grande atrio e portava a un ballatoio, al piano superiore. Oltre il corrimano di legno c’erano tante porte chiuse. Era molto buio e opprimente, mi sentivo strana, come se la casa stessa mi succhiasse energia. Non ero del tutto spaventata ma nemmeno completamente tranquilla. Feci un lungo sospiro ed esclamai: sono pronta -.

Ero ferma, con i piedi ancorati al pavimento di pietra, al centro del buio quando improvvisamente e volontariamente, dal mio petto scaturì un fascio di luce accecante. Durante il “sogno” mi sentivo galleggiare, come se fossi sospesa a 50 cm dal materasso, Ogni volta che donavo energia sentivo il mio corpo vibrare. Mi svegliai più di una volta durante la notte e, appena richiudevo gli occhi e riprendevo il sonno, ripetevo gli stessi gesti dal momento in cui varcavo il portone della casa. Dopo un tempo infinito avvertii di aver terminato il mio compito e di aver dato tutta l’energia necessaria.

Basta il pensiero per chiedere aiuto

Proprio alla fine, quando mi sentivo pronta ad abbandonare questa esperienza, subito prima di svegliarmi del tutto, qualcosa mi si gettò addosso. Qualcosa, o qualcuno, che pesava immensamente. Mi ritrovai a terra, schiacciata contro il pavimento freddo, senza riuscire a muovermi. Cercavo disperatamente di urlare per chiedere aiuto ma dalla mia gola non usciva alcun suono. Poi mi ricordai delle parole di un’amica: BASTA IL PENSIERO PER CHIEDERE AIUTO… e provai a chiamare proprio lei. Poco dopo, come sorretta da una forza invisibile, mi liberai e sollevandomi guardai davanti a me. Rimasi ipnotizzata da una luce che scendeva dall’alto, un fascio luminoso, caldo e vivo. Sapevo che mi avrebbe riportata a casa.

Al risveglio sentii distintamente un rumore rimbombante provenire da un punto imprecisato dell’appartamento. Un gorgoglio. Come il lamento di una tubatura piena d’aria che viene riaperta dopo molto tempo. O forse era una rumorosa intimidazione per essere riuscita a liberarmi e a tornare da quel luogo buio e “pesante”. Da quel momento, nessuno della mia famiglia si è più sentito osservato. E il bagno è tornato ad essere un luogo di free…frequentato giorno e notte.

Questo è quanto mi è accaduto quella notte: forse ho davvero aiutato quell’entità a liberarsi. Forse in ogni casa, in ogni luogo, ci sono energie pesanti da ripulire. E sono certa di essere stata salvata da qualcuno che, in qualche modo, ha sentito la mia richiesta di aiuto.

A voi le conclusioni e le domande.