DIVINAZIONE E GIOCO DELL’OCA

Una pedina, un dado, una domanda, un tabellone e il gioco è fatto! È tutto ciò che ci serve per dare una sbirciatina ai nostri potenziali, ricevere qualche consiglio, chiarirci le idee su una questione che ci assilla. Potremmo addirittura conoscere con un po’ di anticipo gli eventuali ostacoli sul nostro cammino. In ogni caso, fare un “giro dell’oca”, può aiutarci a carpire qualche dettaglio utile sulla nostra situazione in generale. Insomma, con il gioco dell’oca, abbiamo a disposizione 63 caselle in grado di mostrarci il ruolo attivo e passivo del destino.

COS’E’

Per dare uno sguardo al nostro “probabile” (ma non immutabile) futuro, non è sempre indispensabile rivolgerci a un cartomante e non è necessario imparare a usare tarocchi, rune e metodi divinatori particolarmente impegnativi. C’è un modo molto più semplice, veloce, gratuito, infallibile, divertente e alla portata di tutti: il gioco dell’Oca.

INIZIAMO

Innanzitutto scegliamo l’oggetto che fungerà da pedina: può essere una pietra, un sasso o un oggetto che ci ispira. Poi è sufficiente aprire tabellone, posizionare la pedina, pensare alla situazione su cui vogliamo indagare, lanciare il dado e lasciare che il fato faccia il resto. Il lancio del dado è soggetto alla legge energetica della sincronicità, come ogni altro metodo divinatorio . Perciò, il risultato, non sarà mai casuale ma sempre pertinente a ciò che domandate, perchè nulla accade per caso. Ricordiamoci sempre che la divinazione non ci rivela il futuro come accadrà ma ci mostra i potenziali più probabili al momento della nostra consultazione.Alcuni eventi predetti, infatti, restano fermi fino al momento in cui, i nostri potenziali, acquisiscono le qualità per mostrarsi nella nostra realtà. Altri non si manifestano ma cambiano, si trasformano, soprattutto quando dipendono dalle nostre scelte o da condizioni esterne mutevoli.

La spirale del gioco dell’oca rappresenta un percorso iniziatico che si adatta perfettamente al cammino che compiamo ogni giorno, durante la nostra vita. Essa può rivelare i dettagli della situazione che stiamo vivendo nel momento in cui lanciamo i dadi. Può mostrare i nostri potenziali, eventuali aiuti e ostacoli, cadute e colpi di fortuna, scelte e blocchi. Può aiutarci a comprendere meglio noi stessi e le possibilità a nostra disposizione per migliorare, cambiare o sfruttare al meglio ciò che ci viene prospettato.

COME FUNZIONA

Il mio tabellone è diviso in 64 caselle – 63 più la numero zero alla partenza – suddivise, a loro volta, in 7 percorsi o cicli. Ad ogni percorso corrisponde un’ oca con un significato particolare che influenza le 8 caselle successive – dalla 9 alla 54 – fino alla settima oca che chiude il gioco per avviarsi verso un nuovo ciclo di vita. Personalmente scrivo i significati dei miei “lanci” dividendoli in base alle oche perchè mi aiuta a sintetizzare meglio le spiegazioni. I significati delle otto caselle che seguono ogni oca, sono infatti in stretto rapporto tra di loro, oltre che con l’oca stessa.

Per quanto possa sembrarvi sciocco o semplicistico, il gioco dell’oca come metodo di divinazione, funziona davvero. Io lo uso da molto tempo e non mi ha mai delusa, anzi, spesso riesce a stupirmi da quanto è preciso e pertinente. Anche se insisto con la stessa domanda – a volte sono un po’ dura di comprendonio – il dado mi riporta sempre sulle stesse caselle… della serie non l’hai ancora capito?

NON CI SONO REGOLE

A differenza del gioco a scopo ludico, qui non ci sono regole: niente penitenze o premi, nessun “fermo” obbligatorio su determinate caselle e, soprattutto, nessuna gara. Si usa un solo dado e si gioca da soli, per ovvie ragioni. Il dado sfrutta la sincronicità per portarci esattamente alla casella su cui dobbiamo fermarci, ma le interpretazioni hanno bisogno di tutta la nostra attenzione. Per questo motivo, quando desideriamo consultare la nostra oca, è meglio ritagliarci uno spazio tranquillo dove poterci rilassare e concentrare su ciò che stiamo facendo.

A questo proposito, a volte, è utile fare un giro dell’oca generale, per conoscere la nostra situazione a grandi linee. In alcuni casi, siprattutto quando non si ha in mente una situazione precisa – o una domanda – il gioco può risultare confuso. Non disperiamo e non arrabbiamoci con la povera oca: nemmeno lei può elargire consigli utili e chiari quando persino noi siamo in preda alla confusione. I potenziali non sempre sono chiari e ben definiti, sono solo energie e a volte serve tempo perchè tutto s’incastri a dovere e possa manifestarsi… aspettiamo un giorno o due – a volte qualcuno in più – e riproviamo.

Chi troppo prevede… nulla vede

Per i tarocchi è una regola che funziona ma in questo caso non c’è limite al suo utilizzo. Possiamo fare un giro tutte le mattine per seguire lo sviluppo di una determinata situazione o usarlo solo nei momenti in cui ne sentiamo la necessità. Che utilizziamo il gioco più volte al giorno o una volta all’anno, l’oca farà il suo dovere e ci svelerà sempre, e comunque, ciò che sa. Al massimo, se insistiamo troppo, continuerà a ripeterci le stesse cose o a farci avanzare di una casella alla volta (almeno per me funziona così).

La lettura delle caselle dipende molto dalla nostra comprensione che, col tempo, diventerà più profonda. Più viviamo il gioco e le sue caselle, più ne approfondiamo il significato facendolo nostro. Ogni casella, ogni passo – come spiego nelle mie interpretazioni personali – può assumere un significato diverso per ognuno di noi e solo vivendolo possiamo interpretarlo nel modo più giusto, più idoneo. Usate le mie interpretazioni, e quelle in allegato al gioco, come base di partenza: molti significati possono essere adatti anche per qualcuno di voi, mentre altri devono essere “aggiustati”. Quando non comprendete una casella, non la sentite e non si adatta al vostro percorso, approfonditela, studiatela, applicatela alla vostra realtà e sperimentatela giorno dopo giorno, adattatene il significato se necessario, e fatela vostra.

Qui sotto troverete i link per scaricare le spiegazioni che io stessa utilizzo come “base” nella lettura del gioco; il tabellone che potrete stampare in due fogli A4 e attaccare a un cartone per creare un appoggio più stabile; qualche indicazione personale, sull’interpretazione di alcune caselle, che potrebbero esservi utili e semplificarvi il gioco.

 OCA 1…55

 OCA 56…63+TABELLONE

7 cicli x 7 oche

 

VECCHIA OCA…FA BUON GIOCO

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IL NUOVO GIOCO DE LOCA – anonimo 1580 c.a.

Vecchia… si. Secondo una testimonianza indiretta, su cui tutti si basano, che Pietro Carrera riporta ne Il gioco de li scacchi (pubblicato nel 1617), sembra che la nostra oca sia nata nella seconda metà del 1500, proprio in Italia. Una fonte storica – mai verificata – documenta un esemplare del gioco che Francesco De’ Medici donò, nel 1580, a Filippo II di Spagna. Sembra che Francesco si sia ispirato, a sua volta, a un antico gioco cinese – Shing Kunt T’O “La promozione dei Mandarini” – costituito appunto da un tabellone con una spirale divisa in 99 caselle (dinastia Ming dal 1300 al 1600).

La sua ispirazione dona la vita a un gioco senza tempo, che inizia il suo viaggio nella Firenze rinascimentale del XVI Secolo, per passare dalla Spagna di Filippo II, dalla Francia dell’ancora bambino Luigi XIII e tornare nell’Italia Veneziana, da cui ripartirà nel 1640 con un’edizione incisa da Carlo Coriolani: IL DILETTEVOLE GIOCO DI LOCA.

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il dilettevole gioco di loca – Carlo Coriolani – Venezia 1640 c,a,

il gioco dell’oca conquista l’europa

Nel XVII secolo, in Inghilterra, nascono i primi tabelloni stampati – fino ad allora incisi – che invadono l’Europa dalla seconda metà del seicento, permettendo al gioco dell’oca di diffondersi senza più una battuta d’arresto. La semplicità di questo gioco di dadi riesce a conquistare persone di ogni contesto sociale e geografico. Nei secoli viene utilizzato nei salotti aristocratici come nelle osterie e, a un certo punto della storia, viene donato dagli adulti ai bambini come attività ludica e pedagogica. Nonostante i numerosi adattamenti e le illustrazioni sempre più fantasiose, il gioco riesce a mantenere nel tempo la sua struttura originaria.

Le varianti, influenzate dalla cultura, dal periodo storico, dal costume e dall’approccio ludico dei gruppi a cui il gioco è destinato, gli permettono di adattarsi ad ogni contesto agevolandone la diffusione. Una divulgazione senza precedenti, e di tale portata, da essere addirittura usato come strumento di propaganda – politica e commerciale – e come divertente sussidio didattico per impartire nozioni su svariati argomenti. In poche parole, il gioco dell’oca, cambia, si adatta, insegna, diverte ad ogni età, informa, entra nelle case di tutti, supera le barriere del tempo ma resta sempre se stesso.

IL GIOCO E LA DIVINAZIONE

Non sappiamo esattamente quando ma, al gioco dell’oca, viene attribuita anche una valenza di natura iniziatica e divinatoria. Non è un caso che – l’oca come animale – sia stata venerata dagli Egizi, indicata nel Buddismo come simbolo di ascesi celeste e, in molti paesi, associata alla consultazione della sorte. E quindi, probabilmente non è un caso che proprio l’oca abbia prestato il suo nome al nostro gioco.

oca e numerologia

Altri elementi importanti riguardano la numerologia e la raffigurazione di determinate caselle. Nel tabellone, infatti, ci sono 7 oche che danno origine a 7 cicli di 9 caselle.

  • Il 7 è considerato il numero biblico – 7 giorni della settimana, 7 colori dell’arcobaleno, 7 chakra, 7 note musicali, 7 come i cicli e i ritmi della vita umana, 7 come unione fra uomo e divino – è un simbolo di ricerca mistica e rappresenta ogni forma di scoperta e di conoscenza.
  • Il 9 rappresenta la triplice triade (3×3) e completa l’eternità. È il principio e la fine, rappresenta il conseguimento, la soddisfazione spirituale ed è simbolo di verità. Chiude un ciclo permettendo di ascendere e iniziare un nuovo percorso.
  • Un’altra curiosità riguarda la raffigurazione della casella 58 – la morte o il teschio – che resta una costante in ogni tabellone. Questa casella è palesemente collegata al significato divinatorio della carta n.13 dei tarocchi – la morte – e, non a caso, 5+8 fa proprio 13.
  • La casella 6 – il ponte – è in analogia con il tarot n.6 – gli amanti – infatti, entrambi parlano di un passaggio, una scelta fra il passato e il futuro, fra una situazione e un’altra, una condizione più o meno faticosa per poter progredire nel nostro cammino.

Questi “segni particolari” del gioco non possono assolutamente essere ignorati o catalogati come casualità. Rendono la nostra oca uno strumento di divinazione qualificato e tutt’altro che improvvisato. Per quanto mi riguarda, considerati i risultati e nonostante conosca vari metodi di divinazione, ormai sono particolarmente affezionata a quest’ochetta chiacchierona. Credo che continuerò ad interpellarla ancora per molto tempo.

E’ arrivato il momento di provare il vostro gioco quindi, ritagliatevi un po’ di spazio, seguite i vostri tempi, approfondite con cura ogni significato e non abbiate fretta di arrivare alla fine. Qui non si vince niente, non è una gara ma un’opportunità per conoscere meglio sé stessi.

A voi è già capitato di fare un giro dell’oca divinatoria? Avete avuto riscontri particolari con qualche casella? Ce n’è una, o più di una, che proprio detestate o non capite?

Fatemi sapere e buon divertimento!