La ragazza del bagno…

Sono sempre più convinta che l’entità del bagno sia solo una ragazza bisognosa di aiuto, ma la situazione sta diventando sempre più insostenibile. Mi sento costantemente osservata, pungolata, oppressa… e ho paura a stare in casa da sola persino di giorno, figuriamo di notte! Io e mia sorella abbiamo il terrore di andare persino in bagno. Quando ci resto un po’ più a lungo – per fare la doccia o per truccarmi – a un certo punto sento l’urgenza di uscire, per non dire SCAPPARE. Come si fa a vivere così? E’ casa mia. Un luogo in cui mi sono sempre sentita protetta e al sicuro mentre ora mi rende nervosa, disorientata e spaventata.

Affrontiamo la paura

Ho paura, si, ma questa storia deve finire. Non posso vivere così. Sembro una pazza. Non so come ma mi sento pronta, ho deciso di aiutare la ragazza del bagno. Forse, lei stessa mi aiuterà a farlo. Ieri ho conosciuto un’amica di Monica, Ivonne, e mi ha spiegato che posso aiutare le entità inviandogli semplicemente luce. Non so esattamente come funzioni ma voglio provarci. Sarà sempre meglio che restare in questa situazione di stallo.

Il mattino dopo

Forse sono solo una pazza incosciente o forse mi sono semplicemente lasciata guidare dal mio istinto così, prima di addormentarmi, ho chiesto alla ragazza del bagno in quale modo potessi aiutarla, e durante la notte…

Sono in piedi davanti a una casa enorme, un palazzo d’altri tempi, non è nè giorno nè notte e non sono sola. Saliamo insieme qualche gradino di pietra e varchiamo l’enorme portone di legno. L’interno è completamente buio ma riesco a distinguere i dettagli del palazzo. Siamo in un enorme salone a doppia altezza: sulla sinistra c’è una scalinata che corre lungo la parete e porta a un ballatoio, al piano superiore. Vedo la ringhiera e un numero imprecisato di porte, tutte di legno e tutte chiuse. Mentre mi guardo intorno ho come l’impressione che la casa stia succhiando la mia energia. Non sono spaventata ma neanche tranquilla: sono in uno stato di allerta. Il mio accompagnatore è alla mia destra e si muove con me ad ogni passo. Non riesco a distinguere i suoi lineamenti ma mi fa sentire in pace e al sicuro, sento che posso fidarmi. Lo guardo e gli domando:

– cosa facciamo qui? –

– sei qui per dare energia, per aiutare qualcuno. –

Io ci penso un attimo e per qualche strana ragione comprendo perfettamente cosa vuole dire. Ora so cosa devo fare. Mi guardo intorno un ultima volta, prendo un respiro profondo e col sorriso sulle labbra rispondo:

– sono pronta. –

Una lunga notte

Vado verso il centro del salone, mi fermo e faccio uscire dal mio petto un fascio di luce. E’ come se il tempo si fermasse e, nel dormiveglia, mentre dono questa energia, mi sento come galleggiare a 50 cm dal mio letto. Sento il mio corpo vibrare. Durante la notte mi sveglio diverse volte ma appena richiudo gli occhi mi riaddormento e ripeto ogni gesto dall’entrata nella casa. E’ come se qualcuno volesse interrompere ciò che sto facendo: mi sveglio e mi riaddormento compiendo gli stessi gesti ciclicamente, come in un loop. Vado avanti per un tempo indefinito, fino a quando non sento di aver dato tutta l’energia necessaria. E’ finita ed è ora di tornare a casa.

All’improvviso mi sento addosso un peso enorme e mi ritrovo schiacciata a terra. Pesa immensamente e non riesco ad alzarmi, nè a muovermi e fatico a respirare. Sento la pietra del pavimento contro la mia schiena e un’ombra incredibilmente forte è sdraiata sopra di me: sono in trappola. Cerco di urlare, di chiamare aiuto, ma dalla mia gola non esce alcun suono. E’ come se fossi muta. Poi ricordo le parole di Ivonne “basta il pensiero per chiedere aiuto” e provo a chiamare Monica. Poco dopo, come aiutata da una forza invisibile, riesco a liberarmi, mi alzo in piedi e guardo davanti a me. Resto ipnotizzata da un fascio di luce che scende dall’alto: luminoso, caldo e vivo…

Il risveglio

Torno nel mio letto e mi sveglio verso mattina. Appena apro gli occhi sento un gorgoglio che rimbomba per tutta la stanza, proveniente da un punto imprecisato della casa. Sembra il suono di una vecchia tubatura piena d’aria…oppure il rantolo rabbioso di qualcuno. Ovviamente non può essere reale. Mi riaddormento serenamente.

Ora che sono sveglia sto riflettendo su quanto è successo stanotte. E’ stata un’esperienza troppo vivida per poterla catalogare come semplice sogno ma, col senno di poi, mi rendo conto che potevo cacciarmi in qualcosa di brutto. Ma chi è l’entità che mi ha accompagnata, ogni santa volta, all’interno della casa? Una guida? Un angelo custode? Oggi ho chiamato Monica che mi ha riferito di essere stata svegliata, stanotte, dalla mia voce che la chiamava: che forza! Quindi funziona davvero! Mi ha anche spiegato che, nei sogni, le porte rappresentano passaggi verso altri mondi, altre dimensioni di esistenza, e non sempre sono piacevoli. Quindi è stato un bene che io non sia salita ad esplorare la casa dalle innumerevoli porte, nonostante la mia curiosità. Forse è per questo che avevo una guida? Per accompagnarmi nella casa – alias altra dimensione – attraverso il portone d’ingresso?

L’ombra che mi ha aggredita è un entità pensante o è semplicemente la manifestazione di energia negativa auto-alimentata dalle cose brutte accadute in quel luogo? L’unica cosa che sento di sapere è che sono scesa consapevolmente. Sapevo cosa dovevo fare. In qualche modo, probabilmente, conoscevo anche i rischi e sapevo di non essere sola. Qualcuno segue ogni mio passo, mi protegge e, quando ne ho bisogno corre a salvarmi. Dopo quanto è accaduto stanotte, ora ne ho la certezza, e proseguirò per questa strada. L’unica incognita è: ho davvero aiutato qualcuno laggiù?